STORIE DI ORDINARIO EROISMO L'ultima fatica letteraria di Claudio Mancini

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eroismo

Un omaggio agli eroi. Un omaggio a un intero paese, piccolo villaggio della Tuscia viterbese, Sipicciano oggi nel comune di Graffignano. Claudio Mancini, ingegnere con la passione della storia e in particolrae a quella dell’Alto Lazio, ha voluto raccogliere le storie e le vite dei 112 sipiccianese che hanno combattuto la Prima guerra mondiale. Un numero importante in in un paese che nel 1915 contava poco più di 397 uomini al fronte la forza lavoro lasciando a casa anziani donne e bambini. In un paese osì piccolo anch l’arruolamento del medico condotto, in quegli anni, poteva essere una tragedia. “Gli Eroi di Sipicciano nella Grande Guerra” è un ricco volume voluto fortemente dall’Università di Agraria di Sipicciano e dal Comune di Graffignano che ne ha contribuito alla stampa per i tipi delle Edizioni ArcheoAres.

Il pregio di questo libro è la sintesi con la quale l’autore Claudio Mancini è riuscito in un difficile lavoro di ricostruzione delle storie di ogni singolo soldato. Un impegno certosino tra archivi militari e civili e con il grande contributo di tutta la comunità di Sipicciano. La ricerca si è dipanata tra faldoni poleverosi e labirinti burocratici: negli anni i distretti militari competenti sono mutati di città e Mancini ha inseguito le tracce riuscendo così a ricostruire la narrazione di questo manipoli di eroi sconosciuti che hanno combattuto nella Grande Guerra. Uno spaccato dell’Italia dei primi del Novecento.

Un libro dove non mancano cenni sul paee di Sipicciano in quegli anni. Un libro che, come ha sottolineato l’autore, ha avuto la luce grazie a cittadini che hanno aperto gli album dei ricordi di famiglia consegnando a Mancini aneddoti, lettere e fotografie dei loro nonni al fronte. “Un libro che unisce . Un atto di amore alla comunità di Sipicciano” come ha sottolineato il presidente dell’Università di Agraria, Giulio Curti. Il vice sindaco Roberto Augulli ha voluto pore l’accento sul valore che questo libro ha “nel recupero di un recente passato nella riproposizione delle tregiche esperienze di vita al fronte dei valorosi soldati di Sipiiano che hanno combattuto per darci l’opportunità di vivere in un mondo più libero”.

Storie di ordinario eroismo. Storie di uomini semplici che hanno lasciato il loro piccolo modo per perdersi nel fango del trincee. Sono nove i caduti che il monumento sulla piazza Umbero I ricorda. Il monumento all’ardito è un’altra pagina del libro che ripropone la forza della comunità. Un monumento voluto dalla comunità e sostenuto dalla raccolta fondi di tutto il paese e delle istituzioni locali. Una storia questa che Claudio Mancini ci regala insieme alle tante spigolature di un’epoca lontana. Un libro di storia ma soprattutto di memoria. Piccoli eroi i un paesino della Tuscia simili ai tanti milioni che da ogni parte di Italia furono in armi tra il 1915 e 1918. Uomini che combattereno per liberare Trento e Trieste e che diedero forza la senso di Patria e Nazione.

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