SPAGNA, AL VIA IL DIBATTITO PER L’INVESTITURA DEL NUOVO PREMIER Il leader dei socialisti, Pedro Sanchez, si presenta oggi alla Camera per ottenere i voti necessari per la formazione del nuovo governo

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Prende il via oggi in Spagna il dibattito di investitura per il premier incaricato, Pedro Sanchez. Uno step che si preannuncia complicato, in quanto quello che potrebbe diventare il primo ministro della Spagna, non ha ancora tutti gli appoggi necessari per la formazione di un governo. Dopo un mese di negoziati, iniziati quanto il re Felipe aveva deciso di conferirgli il mandato, ha portato ad un accordo con la destra di Ciudadanos (C’s), ma non abbastanza seggi per poter vantare un esecutivo. Inoltre, il premier uscente e leader del Pp Mariano Rajoy, ha annunciato questa mattina che i 123 deputati popolari, su 350, voteranno contro il premier socialista.

Il segretario del Partito Socialista si presenta così oggi alla Camera dei Deputati di Madrid per chiedere la fiducia dei 350 deputati, ma molto probabilmente con la prima votazione non riuscirà a raggiungere la maggioranza assoluta. Potrebbero risultare insufficienti, infatti, i 90 voti del suo partito e i 40 di Ciudadanos, la formazione di Alberto Rivera, con i quali arriverebbe a 130 deputati, molti meno dei 176 richiesti per il primo voto.

Se oggi Sanchez non ce la farà, potrà tornare alla Camera per un secondo voto, per il quale dovrà ottenere la maggioranza semplice e non più assoluta dei seggi. Se non dovesse farcela neanche in seconda battuta, per la Costituzione spagnola scatterà il conto alla rovescia di 60 giorni per formare un nuovo governo, altrimenti si andrà automaticamente alle elezioni anticipate, dopo che re Felipe avrà sciolto il Parlamento.

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