DECAPITA UNA BAMBINA IN NOME DI ALLAH

1981
MOSCA

Orrore a Mosca dove una donna è stata fermata con in mano la testa decapitata di una bambina. La donna vestita di nero è stata fermata nei pressi di una stazione della metropolitana della capitale russa. Secondo quanto riportano i media russi, camminava urlando frasi, come ‘Allah akbar’ (Allah è grande), minacciava di farsi esplodere e gridava “sono una terrorista”. Era completamente vestita di nero, con una tunica che la copriva fino ai piedi, ciò che ha reso impossibile per i testimoni descriverla.

Secondo LifeNews, la vittima innocente della follia umana si chiamava Nastya M. L’agenzia Ria Novosti ha riferito che a essere stata fermata, perché collegata all’omicidio, è la baby sitter della piccola, Gulchekhra Bobokulova, 39 anni, originaria dell’Uzbekistan. La stazione russa è stata subito circondata dalla polizia e chiusa, la donna arrestata. La donna, attualmente in custodia, ha immediatamente estratto la testa mozzata dalla sua borsa e ha subito ammesso di avere ucciso la bambina. Ma il crimine non avrebbe alcuna matrice terroristica, sarebbe invece da ricondurre alla follia della protagonista.

Secondo notizie emerse in precedenza, in mattinata gli agenti erano stati chiamati nello stesso quartiere per un incendio in un condominio e avevano trovato il corpo decapitato di un bambino dall’apparente età di 3-4 anni. Nella ricostruzione dei fatti, la Bobokulova avrebbe dato fuoco all’appartamento dopo aver decapitato la piccola. I genitori erano fuori casa con il figlio maggiore. I genitori – in stato di shock e affidati alle cure degli psicologi – la descrivono come una “professionista” sempre “affidabile”. Ultimamente, però, si lamentava del rapporto col marito ed era spesso “nervosa”. Durante l’incendio che si era propagato nel condominio, i soccorritori hanno salvato quattro persone.

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