HOLLYWOOD, GLI OSCAR 2016 PARLANO ITALIANO: VINCONO DICAPRIO E MORRICONE Chris Rock, presentatore della seratta, esordisce con un monologo sul razzismo e prende in giro Will Smith e Jada Pinkett Smith

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“Potremmo chiamare quest’edizione White People Choice Awards, ‘la scelta dei bianchi'”. L’esordio dell’attore afroamericano Chris Rock sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles è all’insegna di quella che passerà alla storia come la protesta per l’assenza di candidature “black”, che tanto ha animato le settimane che hanno anticipato questi premi. Il presentatore della 88esima edizione degli Academy Awards, tuttavia, non sis chiera dalla parte dei colleghi: “Se ci fossero le candidature per i presentatori, non avrei nemmeno avuto questo lavoro: stareste guardando Neil Patrick Harris in questo momento! Anche a me avevano chiesto di boicottare la cerimonia, ma che senso avrebbe avuto? C’è già tanta disoccupazione in giro”.

Chris Rock, ironico ed incisivo, ricorda i soprusi del passato, i peggiori subiti dai neri: “Sono sicuro che anche negli anni ’50 e ’60 non ci fossero nomination per attori afro, solo che all’epoca nessuno protestava perché c’erano delle ragioni vere per scendere in piazza: venivamo linciati, picchiati, violentati e non ce ne importava niente di sapere se il premio per la migliore fotografia sarebbe andato a un non nero”.

Non si fa attendere lo sfottò agli artisti promotori del boicottaggio (Spike Lee, Will Smith e Jada Pinkett Smith): “Sono impazziti: non è che boicottiamo Rihanna perché non ci ha invitati a entrare nei suoi pantaloni! Will Smith si è molto arrabbiato perché non è stato nominato, ma anche essere stato pagato 20 milioni di dollari per ‘Wild, wild West’ non è che sia tanto giusto, no?”. Quanto all’opportunità di creare o meno categorie ad hoc per i neri, Chris Rock dice la sua: “Non c’è motivo di avere neanche distinte le categorie migliore attore e migliore attrice, no? Mica è come l’atletica? La verità è che tutti continuano a chiedersi se Hollywood sia o no razzista, ma bisogna capire che cosa è davvero il razzismo: il problema sono le candidature o le opportunità? Leonardo DiCaprio è qui quasi ogni anno anche perché fa spesso dei film importanti, lo stesso evidentemente non si può dire degli artisti di colore”.

Ma veniamo ai vincitori di questo red carpet: l’oscar come miglior colonna sonora originale va a “The Hateful Eight” di Ennio Morricone. Sul palco il maestro parla italiano: “Dedico questa musica e questo Oscar a mia moglie Maria”. Con la voce rotta dall’emozione, ha concluso il suo discorso di ringraziamento all’Academy. “Grazie per il prestigioso riconoscimento – ha detto davanti alla platea del Dolby Teathre, che gli ha riservato la standing ovation -, un pensiero va agli altri nominati, in particolare a John Williams. Non c’è una grande colonna sonora senza un grande ispiratore come Tarantino ed il suo team che ringrazio per avermi scelto”.

L’Oscar come miglior attore protagonista a Leonardo DiCaprio per “Revenant”. Non sono mancate meme e sfottò sui social per qusta vittoria, a detta della rete, agognata da anni. L’Oscar come miglior attrice protagonista lo conquista invece Brie Larson per “Room”. Il miglior film è “Il caso Spotlight”: “Questo premio dà voce ai sopravvissuti. Una voce che arriverà al Vaticano. Papa Francesco, è arrivato il momento di proteggere i bambini”. Sono le parole di Michael Sugar, il produttore di “Spotlight”, durante il discorso di ringraziamento al Dolby Teathre di Los Angeles dopo aver ricevuto la statuetta. Sempre “Reverant” ha vinto l’Oscar per la miglior regia a Alejandro Gonzales Inarritu.

L’Oscar per la miglior attore non protagonista va a Mark Rylance per “Il ponte delle spie”, mentre l’Oscar come miglior attrice non protagonista lo porta a casa Alicia Vikander per “The Danish Girl”, uno tra i film che ha ricevuto più nomination. Charles Randolph e Adam McKay hanno vinto il premio Oscar per la miglior sceneggiatura non originale del film “La Grande Scommessa”.

Josh Singer e Tom McCarthy conquistano l’Oscar per la miglior sceneggiatura nel film “Spotlight”. Durante la conferenza stampa accade un fatto curioso: la presa di un faretto, sopra le loro teste cade e fa rumore “E’ stata la Chiesa cattolica!”, esclama Tom McCarthy, e i giornalisti ridono. Sceneggiatore e regista, tornando alla serietà, hanno poi raccontato la loro esperienza nella redazione del Boston Globe che nel 2001 ha portato alla luce lo scandalo dei preti pedofili nella città di Boston: “Lavorando al film ci siamo avvicinati moltissimo a tutte le persone coinvolte, giornalisti e vittime, e questo premio è per loro. Dobbiamo essere sicuri che una cosa del genere non accada più, ci deve essere più trasparenza”.

Jenny Beavan ha vinto il premio Oscar per i miglior costumi del film “Mad Max: Fury Road”. Si tratta della prima statuetta, sulle dieci nomination, per la pellicola di George Miller. Emmanuel Lubezki ha vinto il premio Oscar per la miglior fotografia di “The Revenant”, per lui è la terza statuetta consecutiva. Margaret Sixel conquista invece l’Oscar per il miglior montaggio in “Mad Max: Fury Road”. Si tratta della quarta statuetta per il film di George Miller. Andrew Whitehurst, Paul Norris, Mark Ardington e Sara Bennett portano a casa il premio Oscar per gli effetti speciali del film “Ex Machina”.

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