JUVE-INTER: BONUCCI E MORATA IN RETE, BIANCONERI IN VETTA ALLA CLASSIFICA Il ct nerazzurro rimane in silenzio stampa dopo il match, Ausilio: "Con Mancini costruiremo l'Inter del futuro"

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Juve-Inter Bonucci

La vecchia signora torna a vincere. Sono bastate due partite senza vittorie ad Allegri: dopo aver rallentato il passo a Bologna e nell’andata di Champions con il Bayern, la Juve riporta a casa i tre punti. Battuta 2 a 0 l’Inter, che porta molto la palla ma trova poco la via della porta, con un gol di Bonucci (complice un tocco di testa di D’Ambrosio ed una difesa che sembra assente) ed un rigore di Morata nel finale. I nerazzurri sono stati troppo poco autorevoli. Arriva troppo tardi l’innesto di Ljajic per Medel: il 3-4-1-2 ha tenuto spesso la Juve nella sua metà campo, ma l’Inter è riuscita a liberare un giocatore al tiro solo negli ultimissimi minuti, quando ormai i bianconeri avevano messo la vittoria al sicuro.

Allo Stadium, dagli spalti, piove ironia. La Curva Sud è coperta da giganteschi teli di sfottò all’Inter ed ai suoi tifosi prima dell’inizio del match. I gruppi ultras bianconero hanno esposto un enorme pagliaccio nerazzurro con tanto di maglia con l’anno di fondazione (1908) dei nerazzurri tra altri due teli, l’uno con il disegno di una tenda da circo e l’insegna “Cirque du carton”, l’altro con uno scudetto contrassegnato dal numero 14, ma con la scritta “fac-simile” che esce da una scatola a molla per le sorprese.

“Quella di oggi è una sconfitta molto dura, un po’ per la forza della Juve e un po’ anche per colpa nostra. Però è arrivato il momento di dare qualcosa in più, la squadra deve assumersi una grande responsabilità e dare da qui alla fine tutto quello che ha”. A parlare non è Roberto Mancini, bensì Javier Zanetti: il ct nerazzurro, infatti, resta in silenzio dopo il k.o., “perché stava male già prima e ha perso la voce”, spiega lo stesso ex capitano argentino. Ma le parole più dure arrivano da Piero Ausilio, il ds nerazzurro che punta il dito contro i giocatori: “Noi vorremmo che tutti facessero un esame di coscienza. Lo fa la società, lo fa Mancini, vorremo che lo facessero anche i giocatori, perché non possiamo appellarci sempre ad episodi. È il momento di alzare l’asticella, bisogna capire che indossare la maglia dell’Inter vuol dire tante cose, prima di tutto vuol dire avere delle responsabilità. Non credo che ci sia bisogno di misure speciali o di minaccia, ma bisogna cambiare marcia”.

“E’ una sconfitta che fa male ma va anche contestualizzata la situazione. Qui a Torino hanno perso tutte le grandi, non è una giustificazione ma non sono questi i punti persi da noi – prosegue in conferenza stampa Ausilio -. Al di là dei primi dieci minuti avevamo fatto un ottimo primo tempo mentre non mi è piaciuta per niente la ripresa dove siamo entrati senza concentrazione e a questo livello, per chi indossa questa maglia, non è accettabile. La classifica si commenta da sola – attacca il ds dell’Inter -. Non so quale altra squadra abbia perso così tanti punti. Non penso nemmeno che la classifica dell’Inter sia questa. Dobbiamo tirarci su le maniche e pedalare. Deluso è poco, sono incazzato nero. Sento parlare di regista, ma non possono mancare altre caratteristiche: la qualità tecnica, la personalità, il sacrificio e le palle. Se Mancini mi soddisfa? Ho parlato solo dei giocatori e della loro personalità. Abbiamo un progetto con Mancini, questa è la strada. Con lui costruiremo l’Inter del futuro”.

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