“SPESA” ABUSIVA ALLA MENSA DELL’OSPEDALE: DIPENDENTI NEI GUAI

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Il cibo della mensa degli ospedali, di solito, non fa gola a nessuno, ma a quanto pare quello del Policlinico di Pavia deve essere decisamente buono. Decine di dipendenti dell’ospedale, infatti, avrebbero portato a casa gli alimenti destinati ai ricoverati della struttura. È stata un’indagine della Polizia di Stato a portare alla luce quella che ormai si era consolidata come una prassi.

Gli agenti, che hanno investigato per mesi prima di procedere agli arresti, hanno eseguito 13 misure cautelari per i reati di peculato e furto aggravato nei confronti dei dipendenti che avrebbero sottratto il cibo dal Policlinico San Matteo di Pavia. Si tratta di un’inchiesta iniziata nel 2013, nata da una denuncia sporta da un ex dipendente della cooperativa per i servizi ausiliari di pulizia. L’uomo, tra l’altro, è stato costretto a licenziarsi perché più di una volta si è rifiutato di partecipare alle ruberie dei suoi colleghi, che entravano nei locali della mensa-cucina e si appropriavano degli alimenti destinati ai malati. Il rifiuto del dipendente, evidentemente, li ha insospettiti e ha portato l’uomo a preferire l’interruzione del rapporto lavorativo.

Secondo le indagini della Polizia, ci sarebbero stati circa 222 episodi di furto e ben 48 persone indagate. i ladri entravano nei locali della mensa approfittando dei vuoti che si creavano durante i cambi di turno e si comportavano come si trovassero in un self service: prendevano la merce e la nascondevano nelle borse.

Delle 12 persone arrestate, 8 sono cuochi dell’azienda ospedaliera e sarebbe coinvolta nei furti anche una guardia giurata, che avrebbe dovuto paradossalmente vigilare che non accadesse nulla nei locali della mensa. “Il quadro criminoso che emerge dalle indagini sfociato nei provvedimenti restrittivi di oggi nei confronti di dipendenti del San Matteo è di particolare gravità”, ha dichiarato il presidente della Fondazione San Matteo di Pavia, Giorgio Girelli, commentando i provvedimenti giudiziari. “Questi furti, se confermati – ha commentato Girelli -, mostrano reati continuati nel tempo, probabilmente commessi in associazione e, soprattutto, appaiono particolarmente abbietti perché commessi non solo a danni della collettività ma nei confronti di malati. La situazione, evidentemente, si commenta da sé. Come rappresentante del San Matteo esprimo la mia più sincera gratitudine nei confronti della magistratura e delle forze dell’ordine, che hanno fatto emergere reati così odiosi”.

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