LA GRECIA, DEPOSITO DELLE ANIME MIGRANTI Ogni settimana arrivano almeno 20mila migranti. Atene è una gigantesca tendopoli

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Il governo di Atene ha definito la Grecia un “deposito di anime”. Ogni settimana sbarcano una media di 20mila migranti, sulla rotta verso i Balcani. Ci sono giorni in cui ne arrivano mille, tutti insieme. Serbia, Croazia, Austria e nord-Europa hanno deciso di limitare gli ingressi. A meno di un decimo è permesso oltrepassare il filo spinato che li separa dalla speranza di un futuro. Così, nel campo profughi di Idomeni, al confine con la Macedonia, le persone si ammassano fuori delle tende ormai stracolme. In centinaia sono accampati nel centro della capitale greca. I bambini dormono sull’asfalto, sul ciglio della strada., coperti solo dagli impermeabili. Sono cittadini siriani, pachistani, iracheni, afghani. Questi ultimi non sono graditi al governo macedone. Dopo file di ore, alla frontiera, sono respinti in migliaia.

Atene è diventata ormai una enorme tendopoli. Una famiglia ha costruito una casa legando insieme quattro staccionate di ferro. Gli angeli, in questo purgatorio, non mancano. Sono i volontari, che hanno cura della dignità di questi fratelli sfortunati che provvedono ai loro bisogni. Sono i medici senza frontiere, che affrontano l’anemia di popoli che vagano come anime in pena e trovano, in questo Paese che è stato la culla della civiltà europea e occidentale, il rifugio e la sosta nella speranza di un nuovo e più fortunato viaggio, verso la libertà, verso la vita.

“La Grecia non diventerà il Libano d’Europa”, ha detto il ministro dell’Immigrazione Yanis Mouzalas, qualche giorno fa, mentre Atene ritirava il proprio ambasciatore a Vienna, a causa del mancato invito a partecipare al vertice Austria-Balcani proprio sull’emergenza migranti. A Beirut, infatti, hanno trovato ospitalità oltre un milione di migranti siriani.

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