IRAN, AFFLUENZA RECORD AL VOTO PER IL NUOVO PARLAMENTO Il 60% degli aventi diritto si è recato alle urne, per decidere anche i nomi dell'Assemblea degli Esperti

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Affluenza record in Iran per l’elezione del nuovo Parlamento, il Majlis, e per l’Assemblea degli Esperti, l’organismo giuridico-religioso cui spetta il compito di nominare la Guida Suprema. Il 60 percento dei quasi 55 milioni di elettori con diritto al voto si sono recati alle urne per la prima volta dopo la fine delle sanzioni internazionali. I candidati, come ha annunciato ieri sera il ministro dell’Interno Abdolreza Rahmani Fazli, erano 4.979 per il Parlamento (tra i quali 500 donne) e 159 per l’Assemblea degli Esperti. Nelle 207 circoscrizioni in cui è suddiviso il Paese, erano stati allestiti 52mila seggi.

Sarebbero in vantaggio i riformisti, che hanno ottenuto 96 seggi su 290, i conservatori ne avrebbero conquistati 91, 25 sarebbero andati agli indipendenti. Si attende una maggioranza di tradizionalisti nell’Assemblea degli esperti. Il Parlamento in Iran non determina politiche in campi come gli affari esteri, ma ha un ruolo importante nelle politiche economiche del Paese e ottenerne la maggioranza è decisiva in vista delle presidenziali del 2017.

Il leader supremo, l’ayatollah Ali Khamenei, è stato tra i primi a mettere la scheda nell’urna: “Consiglio agli iraniani di votare presto e di scegliere i candidati in maniera saggia, una grossa partecipazione rappresenta una sconfitta per i nostri nemici”, ha detto uscendo dal seggio. Il presidente Hassan Rouhani, che spera con queste importanti elezioni di rafforzare la sua posizione rispetto ai conservatori, ha parlato di “partecipazione epocale” degli iraniani al voto. “Rispetteremo la formazione della nuova assemblea della Shura (Parlamento) islamica scelta dai voti del popolo”, ha poi aggiunto. L’Assemblea degli Esperti, 88 membri in carica per 8 anni, sarà chiamata a scegliere al suo interno il successore di Khamenei qualora muoia o si dimetta.

Il messaggio di queste elezioni alla comunità internazionale sarà che gli iraniani sono solidali con il loro governo” e “continueranno a sostenere le politiche che sono state adottate e hanno portato alla conclusione e alla applicazione dell’accordo sul nucleare”, ha dichiarato da parte sua uscendo dal seggio il ministro degli Esteri dell’Iran, Mohammad Javad Zarif.

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