ROMA ABBRACCIA LE DONNE VITTIME DELLA TRATTA Una Via Crucis vivente nei luoghi simbolici della Capitale. Don Aldo Buonaiuto: "Nessuna donna nasce prostituta".

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Roma ha fatto un salto nel passato ospitando un evento unico, una Via Crucis vivente di preghiera e solidarietà per le donne crocifisse, organizzata dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il Vicariato di Roma e patrocinata dallo stesso Campidoglio, ieri, 26 febbraio 2016. Una manifestazione per le vittime della tratta della prostituzione, migliaia di ragazze che la società fa finta di non vedere, ma che esistono e che raccontano i loro drammi di sofferenza e di violenza, ma anche con un messaggio di speranza.

La Capitale è stata protagonista di una singolare serata, per una vera “notte dell’amore”, fraterno, cristiano, diverso dalle troppe notti di tante donne schiave del sesso. “Nessuna donna nasce prostituta. C’è sempre qualcuno che ce la fa diventare”, ha detto don Aldo Buonaiuto, della Comunità fondata da don Oreste Benzi, nell’intervista trasmessa oggi su Rai3 nell’ambito del programma “Giubileo, regione per regione”. Sette “stazioni” in altrettanti luoghi simbolici del Centro storico, molto frequentati dai romani – partenza dalla Chiesa di Santo Spirito in Sassia per arrivare fino alla Chiesa Nuova, passando per Ponte Sant’Angelo -, che si sono trasformati, per la prima volta, in spazi di riflessione, preghiera e testimonianza. Un salto nella Roma del passato, con la speranza che possa arrivare un futuro migliore, nel quale nessuna donna sarà più vittima della tratta, nessuna ragazza sia più crocifissa.

Sono tanti i personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo che hanno deciso di partecipare alla Via Crucis vivente, prestando il loro talento a una causa così importante: gli attori Beatrice Fazi, Giovanni Scifoni, Simone Bobini, Claudio Morici, Caterina Silva, Fabio Chi, solo per citarne alcuni. Vestiti con costumi dell’anno ’33, hanno sfilato durante le 7 “stazioni” e hanno fatto rivivere i momenti salienti dl calvario di Gesù Cristo, al quale corrisponde quello delle donne schiavizzate nella prostituzione coatta. Anche il mondo della musica e del canto si è mobilitato, accompagnando i momenti di preghiera con i cori della Pastorale Vocazionale della Diocesi di Roma e degli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

“Come si fa a dire di no a una manifestazione del genere? – ha dichiarato a In Terris l’attore Giovanni Scifoni –. Una persona non può sapere cosa si nasconde dietro il mondo della prostituzione, io stesso non immaginavo l’esistenza di una realtà così mostruosa. È qualcosa che supera la più incredibile e orrenda fantasia, per questo ho deciso che non si può restare fermi a guardare, non si può far finta di nulla”.

“È molto facile giudicare queste ragazze dall’esterno, quando non si conosce la loro storia – commenta l’attrice Beatrice Fazi –, ma una volta ascoltate le loro testimonianze, ci si rende conto che la loro carne violata è la carne di Cristo. Ho deciso di mettere il mio talento a servizio di questa causa e accendere un riflettore su questa triste realtà, perché ci deve essere una resurrezione per queste donne. Bisogna dare loro una speranza. Dobbiamo ascoltare il loro grido”.

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