BOB DYLAN, L’AUTORE PIÙ “CITATO” DAI GIUDICI AMERICANI Il cantautore, grazie ai suoi testi indimenticabili, è amato da molti giudici, che si servono dei suoi testi

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Bob Dylan, vincitore nel 2012 della massima onorificenza civile americana, la Medaglia della Libertà, e di un Premio Pulizer per “il profondo impatto sulla musica popolare e la cultura del paese grazie a composizioni liriche di straordinaria potenza poetica”, è diventato il cantante più citato nelle opinioni di giuristi e magistrati.

Tutto è iniziato con il giudice capo della Corte Suprema John Roberts, che nel 2008 citò dal brano “Like a Rolling Stone” dell’album Highway 61 Revisited, “When you got nothing, you got nothing to lose” in una opinione di minoranza su una vertenza civile.

Anche il defunto giudice conservatore Antonin Scalia, nel 2010, aveva ammonito la maggioranza dei colleghi per essersi rifiutati di affrontare questioni chiave in una vertenza su sms a contenuto sessuale “perché i tempi stanno cambiando velocemente”: “The-times-they-are-a-changin’ è una scusa debole per non fare il proprio dovere”.

Secondo Alex Long, professore di diritto all’Università del Tennessee e autore dello studio “The Freewheelin’ Judiciary: Una antologia di Bob Dylan,” sul Fordham Urban Law Journal, c’è una ragione che spinge i giudici a servirsi delle parole di Dylan.  “Le parole delle sue canzoni sono memorabili e colgono nel segno”. Il passo più citato, secondo il professor Long, è della canzone “Subterranean Homesick Blues. ” Quando i giudici vogliono respingere la testimonianza di periti su questioni a loro avviso futili – spiega –  spesso ammoniscono che ‘you don’t need a weatherman’, non ti serve un meteorologo, ‘per sapere da dove soffia il vento’.

Bob Dylan, però, non dovrebbe dormire tranquillo: secondo il professore, infatti, ci sarebbero infatti altri artisti molto amati dai giudici.  “I Beatles e Bruce Springsteen – avverte – gli stanno facendo concorrenza. E Billy Joel potrebbe essere il prossimo fenomeno via via che scende l’eta’ media della magistratura americana”.

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