DISGELO USA-CUBA, L’AVANA APPROVA L’ESPATRIO DI 7 OPPOSITORI E' stata una misura presa in sintonia con la "congiuntura in vista della missione di Obama", ha detto all'agenzia giornalistica internazionale Ap Jorge Olivera, uno dei sette dissidenti

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Sulla scia del disgelo tra Usa e Cuba, le autorità cubane hanno autorizzato 7 oppositori a uscire dagli Stati Uniti e rientrare a l’Avana, in quello che viene interpretato da Castro come un “gesto” di apertura nei confronti del presidente americano Barack Obama, in visita nell’isola caraibica fra un mese. E’ stata una misura presa in sintonia con la “congiuntura in vista della missione di Obama”, ha detto all’agenzia giornalistica internazionale Ap Jorge Olivera, uno dei sette dissidenti che, dopo essere stati in carcere per anni, si trovano ora in un regime di “libertà regolata”.

Se i vicini cubani mostrano solidarietà al progetto di disgelo voluto da Obama, non altrettanto amichevoli sono i rapporti in patria con gli avversari repubblicani sullo spinoso tema della chiusura di Guantánamo, la prigione creata per incarcerare i terroristi dopo la strage dell’11 settembre, situata su un’enclave statunitense a Cuba. Se il presidente Obama cercherà di trasferire i detenuti dalla prigione di massima sicurezza di Guantánamo negli Stati Uniti, fa sapere lo speaker del partito dell’asinello Paul Ryan, i repubblicani della Camera saranno pronti ad avviare un’azione legale contro di lui. Ryan ha spiegato alla stampa che il presidente infrangerebbe la legge trasferendo i detenuti in suolo americano perché violerebbe una normativa apposita approvata precedentemente dal Congresso. Il dislocamento dei prigionieri ancora rinchiusi a Guantánamo resta così il problema principale alla chiusura completa del carcere.

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