UNIONI CIVILI, INTESA PD-NCD SUL MAXIEMENDAMENTO

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renzi alfano

E’ stato raggiunto l’accordo tra Ncd e Pd sul maxiemendamento al ddl Cirinnà. L’annuncio è stato dato dal senatore dem Andrea Marcucci, uscendo dal vertice di maggioranza. “Habemus l’emendamento – ha detto ai cronisti – è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura”. “L’accordo sulle unioni civili è un fatto storico – ha tweetato Matteo Renzi – è davvero #lavoltabuona”. I centristi, diventati determinanti dopo il “no” al canguro del Movimento 5 Stelle, avevano ingaggiato una vera e propria partita al rialzo. L’obiettivo, oltre alla stepchild, era arrivare allo stralcio di tutte quelle parti del testo che equiparano le convivenze omosessuali al matrimonio. Sarebbe stato rimosso l’obbligo di fedeltà dei partner, altra norma mutuata dall’istituto matrimoniale. Sarebbe stato salvaguardato, invece, il riferimento alla “vita familiare” previsto dall’articolo 3.

Un punto d’incontro sarebbe inoltre stato trovato anche sul comma 4 dell’art.3: verrebbe stabilito che le disposizioni non si applicano alle norme del codice civile non espressamente richiamate dal ddl “fatta salva la legge sulle adozioni”.

L’intesa arriva dopo una giornata di trattative in cui non sono mancati momenti di nervosismo. Come quando Ncd ha chiesto altre limature oltre allo stralcio della stepchild adoption. “Lo stralcio della stepchild adoption – aveva detto il ministro Beatrice Lorenzin – non è sufficiente”. Immediata era arrivata la replica di Roberto Speranza (sinistra Pd) che aveva bollato come “inaccettabili” ulteriori cedimenti all’ala centrista.

A cercare di smorzare i toni è intervenuto il ministro degli Interni Angelino Alfano. “Non eravamo contro le unioni civili – ha spiegato – ma contro le adozioni e la equiparazione unioni-matrimoni. Sulla stepchild ci siamo. Spero che chi di dovere scriva un maxiemendamento che non tolga diritti ai soggetti della coppia ma preveda confini precisi tra unione e matrimonio. La mia non è nè una minaccia nè un alzare prezzo”.

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