LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA UN CASO DI STEPCHILD ADOPTION "No" della Consulta al ricorso presentato dal Tribunale dei minori di Bologna. Due donne chiedevano il riconoscimento di una sentenza americana

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La Consulta ha dichiarato inammissibile il ricorso sul caso di due donne sposate negli Usa e trasferitesi a Bologna, che chiedono il riconoscimento dell’adozione di due figlie. A sollevare la questione, era stato il tribunale di Bologna. L’Avvocatura dello Stato aveva chiesto che il ricorso fosse dichiarato inammissibile, sottolineando che più volte a tutela dei minori i tribunali hanno accolto l’istanza di adozione di coppie gay, applicando la norma che disciplina le adozioni nei casi particolari.

La Corte Costituzionale non è entrata nel merito della questione, bocciando il ricorso per motivi di natura procedurale. “Il Tribunale di Bologna ha erroneamente trattato la decisione straniera come un’ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri” si legge nel comunicato del giudice delle Leggi.

Eleonora Beck e Liz Joffe, residenti da anni in Italia, si erano sposate all’estero e generato due figlie con fecondazione eterologa. Il giudice Usa aveva consentito l’adozione della figlia biologica dell’una nei confronti dell’altra. Tornate nel nostro Paese avevano chiesto il riconoscimento della sentenza americana. La Procura di Bologna, dove vivono, aveva espresso parere negativo, poiché in Italia la legge non consente matrimoni tra persone dello stesso sesso né, tanto meno, questo tipo di adozioni. Il Tribunale dei minori aveva quindi presentato ricorso alla Consulta per sollevare “questione di legittimità costituzionale degli articoli 35 e 36 della legge 184/1983 (sulle adozioni internazionali) nella parte in cui non consentono al giudice di valutare, nel caso concreto, se risponda all’interesse del minore adottato il riconoscimento della sentenza straniera che abbia pronunciato la sua adozione in favore del coniuge del genitore, a prescindere dal fatto che il matrimonio stesso abbia prodotto effetti in Italia“.

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