CINA, TERZA CONFERENZA SULLA PASTORALE SOCIALE L’incontro di Manila si è incentrato soprattutto sul problema della diffusione dell’Aids/Hiv

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Si è appena conclusa terza conferenza sulla pastorale sociale in Cina, che si è svolta a Manila, capitale delle Filippine, alla presenza dei diversi esponenti di Caritas Internationalis e dei rappresentanti di alcune realtà caritatevoli cattoliche della Cina continentale. Le diverse delegazioni intervenute, circa una trentina, si sono incontrate per istituire una maggiore cooperazione contro la diffusione dell’Aids nel Paese del Dragone e per avviare una costante collaborazione durante i disastri naturali. Dalla Conferenza è emerso che, dopo un lungo periodo di semi-clandestinità, le Organizzazioni non governative cattoliche della Cina continentale sembrerebbero godere di una maggiore libertà visibilità e possibilità di azione. Fra i 30 partecipanti, infatti, vi erano cinque dirigenti di organizzazioni caritatevoli di altrettante diocesi cinesi. La delegazione era guidata dalla “Jinde Charities” di Shijiazhuang, che edita anche la Faith Press: l’incontro è stato convocato con lo scopo di migliorare la cooperazione fra le realtà cattoliche cinesi e quelle del resto del mondo.

L’incontro di Manila si è incentrato soprattutto sul problema della diffusione dell’Aids/Hiv in Cina. Il governo nazionale presenta dati contrastanti sul fenomeno e non ha mai messo in campo un vero e proprio piano di prevenzione e informazione sui rischi del contagio. Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Onu, i sieropositivi registrati nel Paese asiatico sarebbero circa 350mila. Fonti cattoliche però parlano di almeno 1 milione di malati. Secondo il presidente di Caritas Asia e vescovo di Niigata, mons. Tarcisio Isao Kikuchi, “durante la Conferenza di Manila molti colleghi cinesi hanno espresso grande preoccupazione per questo problema. Che riguarda anche la migrazione interna, dato che moltissimi lavoratori contraggono il virus in città e poi lo portano nelle campagne da dove provengono. Quindi cercano maggiori contatti con la Coalizione cattolica per l’Asia-Pacifico contro l’Aids/Hiv, di cui molte Caritas sono membri”.

Un altro campo di maggiore collaborazione è la risposta ai disastri naturali. La Cina, dice ancora il vescovo, “fa parte della nostra ‘casa comune’ che è il pianeta Terra, e quindi non è esente dai disastri naturali e dagli effetti del cambiamento climatico. Il territorio cinese è vastissimo, e la sua popolazione molto numerosa. Un’organizzazione diocesana ha limiti di risorse e di esperienza. Caritas Internationalis non ha alcuna intenzione politica: vuole soltanto lavorare insieme con questi gruppi cinesi, per sostenerli in caso di eventi naturali disastrosi”. Questa cooperazione resta però nelle mani del governo di Pechino, che nei confronti delle Organizzazioni non governative ha da sempre un atteggiamento ambivalente: da una parte ne teme l’influenza sociale, ma dall’altra ha bisogno dell’aiuto del “terzo settore” in ambiti come la cura degli anziani, degli orfani e degli ammalati.

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