CASO GAMBIRASIO, UNA TESTE: “VIDI LA RAGAZZA SALIRE IN MACCHINA CON MASSIMO BOSSETTI” La donna, una casalinga bergamasca, si riferisce a fatti avvenuti nell'estate del 2010

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massimo bossetti

Un nuovo capitolo si apre sull’indagine che riguarda il caso dell’omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne che scomparve dalla sua casa di Brembate di Sopra (Bg) il 26 novembre 2010, il cui corpo venne ritrovato casualmente solo tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011. Nella giornata di oggi, una testimone ha fatto la sua deposizione al processo in cui è imputato il muratore di Mapello, Massimo Bossetti, principale sospettato dell’omicidio della giovane.

Alma Azzolin, una casalinga bergamasca, ha ricordato oggi durante la sua deposizione di aver visto nell’estate del 2010 Massimo Bossetti nel parcheggio di un cimitero, in compagnia di una ragazzina con “l’apparecchio ai denti e le guance molto rosse”. I due erano in una station wagon grigia, ferma nel parcheggio del cimitero locale. La donna ha raccontato ai giudici che, ad averla impressionata però, è stato lo sguardo dell’uomo “dallo sguardo quasi spiritato” e dagli “occhi azzurri chiarissimi, che sembravano quasi bianchi come quelli di una volpe”, con la quale l’aveva “fissata con forte intensità”. Alla domanda se vedeva quell’uomo nell’aula, la Azzolin ha risposto senza esitazioni “quell’uomo è Massimo Bossetti”.

Inoltre, secondo la testimone, la ragazza che vide nell’estate del 2010 a bordo di un’auto con quello che ritiene essere Massimo Bossetti, era Yara Gambirasio. La donna, durante la sua deposizione, ha spiegato che, una volta viste le immagini di Yara quando era scomparsa, si convinse di averla già vista. Solo dopo aver visto le immagini di una trasmissione televisiva che ritraeva il cimitero avrebbe fatto mente locale.

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