BREXIT, TONY BLAIR: “LA GRAN BRETAGNA RESTI IN EUROPA” L'ex premier ha spiegato che l'uscita del Paese dall'Unione potrebbe essere il primo passo verso l'indipendenza della Scozia

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tony blair

Sembra essere cominciata ufficialmente la “lotta” tra i sostenitori della Brexit e chi pensa che l’uscita del Paese dall’Unione Europea sia un evento negativo che porterà alla Gran Bretagna gravi conseguenze economiche. Dopo la lettera pro-Ue delle 36 aziende appartenenti al Ftse 100 della City, oggi è sceso in campo anche l’ex primo ministro britannico, Tony Blair.

In vista del referendum del prossimo 23 giugno, Blair ha invitato gli elettori inglesi a mantenere la Gran Bretagna in quello che è stato definito il “club dei 28”. In un’intervista al Financial Times, l’ex premier di Sua Maestà ha spiegato che il referendum “non riguarda solo al permanenza in Europa, ma anche il futuro della stessa Gran Bretagna”. Inoltre secondo Blair, servirà un po’ di tempo agli elettori per “assimilare gradualmente” che la Brexit potrebbe essere il primo passo verso l’indipendenza della Scozia.

Solo pochi giorni fa, l’attuale premier Tory, David Cameron, era riuscito a strappare un accordo soddisfacente ai membri del Consiglio Europeo. Immediatamente aveva annunciato l’esito positivo tramite Twitter e, dopo 40 ore di maratona negoziale, Cameron aveva annunciato che avrebbe raccomandato di “votare sì al referendum”, cercando di convincere gli elettori che è meglio cercare di riformare l’Unione Europea da dentro e restare nel mercato, piuttosto che uscirne e rinegoziare 27 accordi bilaterali.

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