CRISI ESTERE, MIGRANTI E GIUBILEO NELLA BILATERALE ITALIA-SANTA SEDE l vertice è andato in scena a Palazzo Borromeo, a Roma. Tra gli argomenti affrontati non c'erano le unioni civili

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Crisi estere, migranti, Giubileo e scuola sono stati i principali argomenti discussi nel corso della bilaterale tra Italia e Santa Sede, andata in scena a Palazzo Borromeo, a Roma, in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi e dell’accordo di modifica del Concordato. Un appuntamento dal “clima molto sereno”, sottolinea anche il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, e in cui non si è parlato del ddl Cirinnà. Il testo di legge sulle unioni civili, ribadisce il capo della delegazione vaticana, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, è stato tutt’al più “evocato”, ma “non si è entrati nella discussione: credo che le posizioni siano già chiare, anche se non è molto chiaro che cosa succederà domani”.

Gli stessi rappresentanti della Cei, il presidente card. Angelo Bagnasco e il segretario mons. Nunzio Galantino, che incassano lo stralcio della stepchild adoption dal test, escono senza dare commenti. “Mi pare che sia l’ipotesi corretta”, gongola invece il card. Parolin, per il quale però “bisogna evitare altri grimaldelli, che potrebbero derivare dall’equiparazione delle unioni civili al matrimonio”. Perché “in questo caso si potrebbe trovare con le sentenze il modo di aggirare il nodo legislativo”. Sia nella bilaterale vera e propria tra le delegazioni governative – da una parte Parolin, Becciu, il “ministro” degli Esteri mons. Paul Richard Gallagher, Bagnasco e Galantino, dall’altra mezzo esecutivo italiano, guidato da Matteo Renzi con i ministri Angelino Alfano, Roberta Pinotti, Paolo Gentiloni, Maria Elena Boschi, Marianna Madia, Graziano Delrio oltre ai sottosegretari Luca Lotti e Claudio De Vincenti – sia nell’evento celebrativo con la partecipazione del presidente Sergio Mattarella e di quello del Senato Pietro Grasso, si è parlato di molto altro.

“E’ andata bene – commenta ancora Parolin – abbiamo passato in rassegna quelle che sono le questioni bilaterali alle quali si è lavorato durante l’anno trascorso. Faccio un esempio per tutti: la convenzione fiscale che è stata raggiunta tra la Santa Sede e il governo italiano”. “Abbiamo parlato, quindi, della collaborazione per il Giubileo e poi dei grandi temi dell’educazione e della famiglia, i temi che riguardano la Chiesa come tale”. Sul Giubileo, in particolare, “Le cose procedono bene, la valutazione è stata positiva, per lo meno l’impressione è che ci sia volontà di collaborazione e di superamento anche di eventuali difficoltà che possano sorgere”.

“Io ho parlato per il mio dossier – spiega mons. Gallagher – e abbiamo discusso un po’ delle nostre preoccupazioni, del foro internazionale, dell’attualità del mondo: i pericoli e le speranze e la possibilità di collaborare insieme tra la Farnesina e la Santa Sede”. Dalla convergenza di visione su temi della politica estera riguardanti in particolare il Medio Oriente con la Libia, la Siria, il Libano e l’Iraq in primis, agli sviluppi dell’accordo fiscale, dalla questione della riforma dei cappellani militari all’emergenza immigrazione, fino al terrorismo, all’allarme slot-machine, alle difficoltà economiche delle scuole cattoliche nell’adeguarsi all’assistenza ai disabili: questi alcuni dei temi trattati.

Padre Lombardi ha spiegato che si è discusso anche del tema della famiglia, ma “in generale”, come importante fattore di coesione della società e con riferimento all’importanza del tema dell’educazione. “Il ministro dell’Interno Alfano – ha aggiunto – ha espresso a nome del governo un ringraziamento per l’intervento dei parroci sul territorio come importante contributo che la Chiesa dà” nell’emergenza dei migranti. Per quanto riguarda infine la riforma dei cappellani militari, era presente Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale vaticano, in qualità di capo della delegazione vaticana nel tavolo avviato con il Ministero della Difesa.

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