DRONI USA IN PARTENZA DA SIGONELLA, GENTILONI: “NON PRELUDE A UN INTERVENTO IN LIBIA” Accordo raggiunto tra Roma e Washigton. I velivoli senza pilota potranno essere usati solo per operazioni difensive

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“La possibilità che le basi vengano utilizzate per operazioni antiterrorismo non è preludio a un intervento militare”. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni oggi a Istanbul, commentando la notizia sull’ok dell’Italia all’uso della base siciliana di Sigonella per la partenza di droni americani verso la Libia. “L’utilizzo della basi – ha aggiunto il titolare della Farnesina – non richiede una specifica comunicazione al Parlamento, ma sarà il ministero della Difesa a valutare caso per caso”.

Gentiloni ha precisato che l’autorizzazione concessa rappresenta “la conferma di una collaborazione tra Italia e gli Usa, caso per caso, ed è una collaborazione finalizzata a operazioni di difesa”, non di attacco. “Oltretutto non credo che questa autorizzazione sia specificamente finalizzata alla Libia ma ad operazioni antiterrorismo in generale”.

L’autorizzazione all’uso di Sigonella, giunta il mese scorso, è stata concessa da Roma a una condizione: i velivoli potranno essere utilizzati solo a scopo difensivo, per proteggere l’azione delle forze speciali Usa. A svelare l’ok del governo Renzi all’amministrazione Obama è stato il Wall Street Journal, parlando di “svolta” dopo oltre un anno di negoziati. Finora infatti la presenza dei droni a Sigonella, lì dal 2011, era consentita solamente per voli di sorveglianza e non armati. Il ministero della Difesa, Roberta Pinotti, ha confermato la notizia dell’accordo tra Washington e Roma, sottolineando come l’attività non sia ancora iniziata e dovrà essere sottoposta, di volta in volta, all’autorizzazione del governo, che ha chiesto precisi limiti.

L’intesa è considerata un importante passo in avanti per la Casa Bianca e il Pentagono, che da tempo stanno lavorando per aumentare la pressione militare sull’Isis anche al di fuori di Siria e Iraq. Nello specifico in Libia, dove gli uomini del sedicente Stato islamico, approfittando del caos ancora in atto, stanno prendendo sempre più piede, con molti dei leader del gruppo che dalla città siriana di Raqqa si sono rifugiati nell’area di Sirte per sfuggire alla pesante campagna aerea in atto da mesi sulla Siria.

 

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