APPELLO DELLE RELIGIONI ALL’ONU: “ELIMINATE GUERRE E CONFLITTI” In Vaticano una riunione con i rappresentati e i leader delle religioni e delle organizzazioni umanitarie

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Organizzazioni umanitarie, istituzioni e leader religiosi si sono riuniti in Vaticano per il convegno “Riaffermare la solidarietà globale, ricostruire l’umanità”. L’evento, promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha l’obiettivo di aumentare gli aiuti umanitari e migliorare le condizioni materiali e spirituali di milioni di persone colpite da guerre e disastri naturali.

Nel mondo, Sono 125 milioni le persone al mondo bisognose di aiuti umanitari. Di queste, solo tre quarti riesce a ricevere assistenza e questo sebbene gli sforzi della comunità internazionale non siano mai stati così grandi. Oltre 25 miliardi di dollari sono stati stanziati solo nel 2014, cifra inferiore del 40% rispetto agli impegni presi dai governi. Il cardinal Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas internationalis, afferma: “Queste vittime non sono numeri, non sono statistiche, ma persone umane! E l’aiuto è anche un appello al mondo: ma dove sta l’umanità? I soldi e il denaro, che vengono dal governo per l’aiuto caritativo è molto meno rispetto alle spesse di questi governi per i conflitti”.

“Per colmare questo gap umanitario sarebbero necessari circa 15 miliardi di dollari, una cifra del tutto irrisoria a fronte dei 78 mila miliardi prodotti dall’economica mondiale”, spiega Kristalina Georgieva, vicepresidente della Commissione europea e copresidente del gruppo dell’Onu sul finanziamento umanitario. Di grande importanza è riuscire a portare più donatori. Oggi, solo cinque Paesi fanno fronte ai due terzi degli aiuti umanitari. Ma molto importante è anche il settore privato, che è praticamente assente da quest’area: soltanto il 5% di aiuti arrivano infatti dal settore privato, che avrebbe la creatività, l’abilità, le potenzialità per fornire non soltanto soldi, ma soluzioni alle crisi”.

Le organizzazioni e i rappresentanti delle varie religioni, riuniti in Vaticano, si rivolgono quindi al Consiglio di Sicurezza dell’Onu affinchè faccia il possibile per eliminare guerre e conflitti, che sono le radici di ogni emergenza umanitaria. Mons. Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere della Pontificia accademia delle scienze sociali, ricorda che “Dobbiamo aiutare le Nazioni Uniti in questa missione umanitaria così importante per questi milioni di persone che soffrono, ma anche per tutta l’umanità: evidentemente questa sofferenza si ripercuote in tutti gli esseri umani. Vogliamo che lo spirito della religione e lo spirito delle Nazioni Unite convergano in una specie di sinergia spirituale, perché in definitiva questi spiriti vengono dal Santo Spirito, che è uno solo e che muove la gente ad aiutare il prossimo e i beni alla misericordia, come dice il Papa”.

In questa prospettiva, le religioni possono essere un importante veicolo per l’azione umanitaria, anche alla luce dell’Enciclica “Laudato si”, in cui si invita l’umanità ad abbracciare “un’etica globale di giustizia, misericordia e pace”. Mons. Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, conclude ribadendo che “La fede religiosa può essere veramente una fonte e uno stimolo per un impegno sempre più grande. Dopotutto, nostro Signore Gesù Cristo ha dato la sua vita per l’umanità. Noi dobbiamo imitare questo impegno e compiere i sacrifici necessari per migliorare la vita di tante persone bisognose nel mondo di oggi”.

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