USA-RUSSIA, RAGGIUNTO ACCORDO PER CESSATE FUOCO IN SIRIA Entro la mezzanotte del 26 febbraio entrambe le parti dovranno indicare la loro accettazione dei termini dell'accordo

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SIRIA

Dopo due settimane di intense trattative, la cessazione delle ostilità in Siria sembra vicina: gli Stati Uniti e la Russia hanno trovato un accordo ed entro la mezzanotte del 26 febbraio entrambe le parti dovranno indicare la loro accettazione dei termini dell’accordo.

Secondo l’emittente araba Al-Jazeera, sarebbero 4 i punti cruciali dell’intesa: la tregua non riguarderebbe i gruppi armati come Isis e al-Nusra; il cessate il fuoco sarà valido solo con i ribelli che rispetteranno l’accordo, gli altri saranno trattati come organizzazioni terroristiche; i due gruppi ribelli Ahrar al-Shaam e Jund al-Islam sono stati inseriti nella lista delle organizzazioni terroristiche e dovranno annunciare la loro adesione alla tregua se non vogliono entrare nel mirino dei raid; sarà creato un gruppo di lavoro per individuare le zone da bombardare e sarà ideato un coordinamento tra la Russia e gli Usa per l’applicazione del cessate il fuoco.

Nonostante fonti americane abbiano specificato che “restano irrisolte questioni sostanziali, su come dare efficacia alla tregua e come rispondere a eventuali violazioni della stessa”, un comunicato congiunto Washington -Mosca ha confermato l’accordo e il segretario di Stato John Kerry ha ufficialmente chiesto alle parti in causa di accettare il cessate li fuoco, che potrebbe “ridurre le violenze e permettere di espandere la distribuzione di aiuti umanitari”.

Questa tregua dovrebbe permettere di tornare al tavolo delle trattative con un nuovo spirito, dopo che il mese scorso il dialogo era fallito a causa di una grave offensiva aerea dell’esercito del regime di Assad contro le forze dell’opposizione, un’operazione spalleggiata dai raid aerei dell’aviazione russa nella provincia di Aleppo. Secondo l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan De Mistura, questo accordo è cruciale per il buon esito delle trattative di pace perché “non si può trattare e combattere”.

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