DUE ANNI DI GOVERNO, RENZI: “PIL IN CRESCITA MA C’E’ MOLTO DA FARE” Il premier in conferenza stampa: "L'Europa non funziona. Stiamo lavorando per correggere la rotta"

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“Siamo a metà, la legislatura finisce nel febbraio 2018“. Matteo Renzi ha tracciato il bilancio di due anni di governo durante la conferenza stampa con la stampa stampa estera. Europa, Stati Uniti e politica estera sono stati alcuni degli argomenti affrontati.

“E’ certo – ha detto il premier – che in due anni molte iniziative stanno andando avanti, l’Italia aveva il segno meno al pil e ora ha il segno più, ancora non sufficiente, così come sull’occupazione, c’era una legge elettorale bloccata che abbiamo fatto così come la riforma della scuola”. Il nostro Paese, ha sottolineato il premier, “c’è ed è forte ma c’è ancora molto da fare ed io ho ancora la fame del primo giorno. Fare il primo ministro in Italia non è facile, ha un passato strepitoso ma è un’esperienza affascinate. Posso dire che il futuro è tornato di casa in questo paese”.

Renzi è partito dall’Europa che “o cambia o rischia di vanificare la più grande operazione di costruzione di un istituzione politica. Ora l’Ue non funziona, l’Italia lavora per correggere la rotta non per qualche briciola di compensazione ma per ricostruire l’ideale europeo”. I rimpatri, ad esempio, “vanno fatti come Europa e non come Italia o come singolo Paese, abbiamo fatto più rimpatri di tutti, noi non siamo per il lassismo. L’impegno con la Turchia è giusto ma non risolve tutto, noi abbiamo detto sì e abbiamo posto un problema. Ora le spese per la Turchia sono fuori dal patto di stabilità. L’emigrazione è un problema che durerà anni, bisogna essere attrezzati per gestirlo”.

Per quanto riguarda la Brexit  “la partita se la giocherà Cameron insieme a tante altre personalità, al leader dei laburisti e agli ex primi ministri, anche con presenza di personalità inglesi e internazionali. Sarà una campagna molto difficile, Cameron è un campione delle campagne elettorali, gli faccio un gigantesco in bocca al lupo. Ma è del tutto naturale che la partita si giocherà nell’opinione pubblica inglese: non credo di essere nelle condizioni di fare un pronostico, spero vincano i sì”.

Renzi ha poi rivendicato i risultati raggiunti sul piano della politica economica. “Il deficit italiano è il più basso degli ultimi dieci anni – ha sottolineato – grazie ad una spending che è ai livelli più alti di quelli immaginati da Cottarelli: lui stimava 20 miliardi noi l’abbiamo fatta di 25, una cura da cavallo”. Sulla crescita “siamo passati dal meno al più” ed il paradosso della ripresa dei consumi è che è aumentato l’importo dalla Germania e “in virtù di questo il nostro pil è diminuito dell’0,2”.

 

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