SERBI UCCISI IN LIBIA: BELGRADO CHIEDE SPIEGAZIONI AGLI USA I due uomini erano stati rapiti dall'Isis l'8 novembre scorso

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raid libia

Attriti diplomatici tra Serbia e Stati Uniti dopo l’operazione militare in Libia durante la quale sono rimasti uccisi due cittadini serbi rapiti lo scorso novembre. Belgrado intende chiedere spiegazioni al presidente Barack Obama per verificare l’esatto svolgimento degli eventi ed eventuali errori sul campo delle forze statunitensi o di quelle libiche. Lo ha riferito il ministro degli esteri serbo Ivica Dacic. “Cercheremo di ottenere informazioni precise e spiegazioni sia dagli Usa che dalla Libia su quali fossero le loro conoscenze e sulla scelta di luoghi e obiettivi” da bombardare, ha detto Dacic aggiungendo che nessuno da Washington ha informato le autorità di Belgrado sul piano di un attacco aereo.

I due serbi, Jovica Stepic e Sladjana Stankovic – autista e responsabile comunicazioni dell’ambasciata di Serbia in Libia – erano stati rapiti dallo Stato Islamico l’8 novembre scorso in un’imboscata da parte di uomini armati contro un convoglio diplomatico del quale faceva parte l’ambasciatore serbo Oliver Potezica. L’attacco era avvenuto nei pressi di Sabrata. Dacic ha anche sottolineato che le autorità di Belgrado non hanno mai avuto alcun contatto diretto con i rapitori, né hanno mai ottenuto alcuna richiesta di riscatto o altro tipo. “Noi siamo stati in contatto solo con i servizi di sicurezza libici e con il ministero degli esteri libico, come pure con altri servizi di intelligence stranieri”. Prossimamente, ha aggiunto Dacic, si prevede il trasferimento in Serbia delle due salme. L’ambasciatore americano a Belgrado, Kyle Scott, ha espresso profondo cordoglio e grande rammarico per la perdita dei due ostaggi.

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