UCCIDE LA MADRE E LA SORELLINA POI GETTA I CORPI NEL FIUME La donna è stata uccisa davanti agli occhi della piccola. Un litigio la causa dell'omicidio

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Una settimana fa scomparvero Mirela Balan, badante romena, e la figlia dodicenne. Gli indizi hanno portato gli investigatori sulle rive dell’Adige. Sembravano giunti ad un vicolo cieco. Fino a sta notte, quando Andrei Filip, figlio della donna, ha confessato l’omicidio della madre e della sorellina. L’uomo avrebbe ucciso le due donne e ne avrebbe fatto a pezzi i corpi gettandoli in acqua.

Sull’uomo, tornato in Romania quasi in coincidenza con la scomparsa delle due donne, si concentrarono subito le attenzioni degli inquirenti. Fatto rientrare in Italia, è crollato durante l’interrogatorio. Alla base dell’omicidio una lite, l’ennesima avvenuta con la madre, che lo avrebbe voluto allontanare da casa. Avrebbe così aggredito e ucciso la donna sotto gli occhi attoniti della piccola sorella, divenuta a sua volta testimone e quindi vittima dell’odio del fratello. I corpi sarebbero quindi stati straziati con un coltello, rinchiusi in sacchi e gettati nell’acqua del fiume. Il giovane confidava nella corrente dell’Adige che li portasse lontano. L’ultimo messaggio postato da Mirela su Facebook, datato sabato 13 febbraio, recita: “Quelli che dovrebbero starti vicino sono quelli che ti feriscono di più”.

Ora i carabinieri stanno tentando di recuperare i resti delle due donne a Albaredo D’Adige, in provincia di Verona. Dopo che le ricerche in Adige erano state interrotte venerdì, oggi torneranno in acqua i sommozzatori dei nuclei subacquei dei carabinieri di Genova. Contemporaneamente, nelle acque del fiume Brenta, a una cinquantina di chilometri a est, continuano anche le ricerche di Isabella Noventa, l’impiegata uccisa nel padovano. Immersioni che sono costate la vita venerdì ad un sub della polizia di La Spezia.

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