SUPER GAFFE DI RENZI, RECITA UNA POESIA E SBAGLIA L’AUTORE

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Citare in discorsi politici o incontri ufficiali frasi celebri o detti latini, è notoriamente uno sfoggio di alta cultura. Sempre che le citazioni siano corrette, o che le poesie siano attribuite all’autore reale e non a qualche nome a casaccio, magari preso sul web senza i dovuti riscontri. È quanto successo al povero Matteo Renzi, Presidente del consiglio dei Ministri della repubblica Italiana, durante la sua visita in Argentina. Dinanzi alla platea di studenti e professori della prestigiosa Universidad de Buenos Aires, il premier ha citato una lunga poesia incentrata sull’amicizia tra i popoli attribuendola a Jorge Luis Borges, poeta, saggista, traduttore e accademico argentino ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo.

Peccato che la lunga citazione in spagnolo, presa dalla rete – o più probabilmente da qualche messaggio condiviso su Facebook – non fosse di Borges, ma di un autore anonimo. Sicuramente non all’altezza di un “fuori classe” della poesia come l’autore argentino che, presumibilmente, si sarà rivoltato nella tomba. Scherzi di internet, luogo virtuale in cui è possibile trovare di tutto ma sulla cui attendibilità ci sarebbe molto da ridire. Intanto è possibile osservare, sul solito Youtube, le espressioni esterrefatte degli astanti alla gaffe di Renzi. Al premier possiamo solo augurare, la prossima volta che dovesse avventurarsi in una citazione letteraria, di fare riferimento a qualche rinomata enciclopedia cartacea invece che alle insidie del web.

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