SCONTRO PAPA-TRUMP, IL TEAM DEL MILIARDARIO: “BERGOGLIO PENSI ALLE MURA DEL VATICANO” Mentre il candidato repubblicano cerca di smorzare i toni della polemica, il suo entourage attacca Francesco sui social: "Città del Vaticano è al 100% circondata da mura imponenti"

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Si apre un nuovo capitolo nello scontro tra Papa Francesco e il candidato alla nomination per le presidenziali Usa 2016 dei repubblicani, Donald Trump. Questa volta il miliardario americano, più volte contestato anche dall’opinione pubblica per le sue dichiarazioni, ha cercato di gettare acqua sul fuoco per smorzare il tono delle polemiche, definendo il Santo Padre “meraviglioso”.

A mantenere i toni sul livello di guardia ci pensa però il suo entourage che ha criticato apertamente le parole di Francesco. “Sorprendenti i commenti del Papa, considerando che la Città del Vaticano è al 100% circondata da mura imponenti”, ha commentato su Twitter Dan Scavino, il responsabile della campagna sui social media. Il tweet è anche accompagnato da una foto del Vaticano. Anche Joe Scarbough, ex membro del Congresso e supporter di Trump ha postato sul social dei cinguettii l’immagine di un muro accompagnata da queste parole: “Papa Francesco, abbatti quel muro!”.

La polemica tra Papa Francesco e Trump era iniziata quando il Pontefice, di ritorno dal viaggio in Messico aveva criticato il miliardario americano per le sue posizioni sugli immigrati. “Una persona che pensa di fare i muri non è cristiano. Questo non è il Vangelo”, ha affermato Bergoglio. Il Tycoon aveva prontamente replicato: “Il Papa fa politica. E’ vergognoso”. In serata era poi arrivata la precisazione del candidato alle presidenziali Usa: “io non voglio litigare con il Papa”e ha spiegato che a suo avviso, le parole di Francesco sono state male interpretate.

“Il Papa – ha commentato padre Federico Lombardi a proposito delle parole su Trump dette ieri da Bergoglio in aereo – ha detto quello che ben sappiamo, quando seguiamo il suo magistero e le sue posizioni: che non bisogna costruire muri, ma ponti. Questo lo dice da sempre, continuamente, e lo ha detto anche a proposito delle questioni delle migrazioni in Europa, moltissime volte”. “Quindi – ha rimarcato il portavoce ai microfoni di Radiovaticana – non è affatto una questione specifica, limitata a questo caso. E’ un suo atteggiamento generale, molto coerente con quello che è un seguire con coraggio le indicazioni del Vangelo di accoglienza e di solidarietà. Naturalmente, questo poi è stato molto rilanciato, ma non è che volesse essere, in nessun modo, – ha sottolineato Lombardi – un attacco personale né un indicazione di voto. Il Papa ha detto chiaramente che non entrava nelle questioni del voto nella campagna elettorale degli Stati Uniti e ha anche detto – cosa che naturalmente non è stata molto ripresa – che lui diceva questo nel caso che fosse esatto e vero quello che gli era stato riferito, quindi dando il beneficio anche del dubbio a proposito di quello che gli è stato riferito delle espressioni del candidato repubblicano. E’, quindi, il noto discorso dell’accoglienza, del costruire ponti invece che muri, che è caratteristico di questo Pontificato. Va interpretato e capito in questo senso”.

 

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