ONU: “PRONTO UN PIANO PER PARACADUTARE AIUTI SULLE CITTA’ ASSEDIATE DELLA SIRIA” Numerosi convogli delle Nazioni Unite carichi di aiuti umanitari hanno raggiunto le cosiddette “città fantasma”, le 5 zone sotto assedio nel martoriato Paese del vicino oriente.

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Le Nazioni Unite stanno studiando un’operazione per paracadutare aiuti umanitari alle 200mila persone intrappolate nella città siriana di Deir Ezzor, attualmente controllata dall’Isis. Lo ha affermato Jan Egeland, consigliere speciale dell’inviato dell’Onu per la Siria Staffan De Mistura, che ha co-presieduto a Ginevra la seconda riunione della task force per l’accesso umanitario in Siria. Per il consigliere, raggiungere le persone nelle zone assediate è solo un primo passo: serve a portare aiuti a “tutti i milioni” di siriani nelle zone difficili da raggiungere, tra cui Aleppo, e auspica che gli Stati membri “continuino ad aiutarci”.

Intanto cibo, acqua, attrezzature sanitarie, vaccini e altre medicine per oltre 80mila persone sono giunti ieri sera in Siria. Numerosi convogli delle Nazioni Unite carichi di aiuti umanitari hanno raggiunto le cosiddette “città fantasma”, le 5 zone sotto assedio nel martoriato Paese del vicino oriente. Nello specifico, i camion hanno raggiunto Madaya, Moadamiyeh, Zabadani nella Damasco rurale e a Foah e Kafrayah nell’area nord occidentale di Idleb.

Entrando a Moadamiyeh – una località assediata dal luglio 2014 – gli operatori umanitari ONU e i volontari della Mezzaluna rossa arabo-siriana hanno registrato immagini e testimonianze simili a quelle di poche settimane prima, quando, a gennaio, gli aiuti erano arrivati a Madaya, altra città rimasta sotto assedio per mesi. Gli abitanti di queste città sono affamati perché da tempo si cibano solo di riso ed erba senza luce elettrica, medicine e acqua razionala. “Vogliamo la pace, null’altro” è la testimonianza di chi vive la più grande crisi umanitaria dei nostri tempi, frutto di un conflitto che è già costato la vita a 250.000 persone in nome – secondo le parole del Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon – della “logica distruttiva della vittoria militare”.

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