IL PIANO SEGRETO PER LA SIRIA

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Nei prossimi tre mesi il conflitto in Siria potrebbe subire un’escalation pericolosa portando allo scontro tra alleati della Nato e la Russia. Dietro questo scenario c’è la determinazione di Turchia Arabia saudita e Qatar, Paesi sunniti, di cacciare Assad e gli sciiti alawiti da Damasco e dividere in due la Siria. Un progetto sul modello della Germania dopo la seconda guerra mondiale. Secondo fonti accreditate di intelligence il piano di Ankara e Riad che trova l’appoggio di Washington ha l’obiettivo di dividere il Paese mediorientale in Gharbistan (occidentale) e Sharqistan (orientale) sotto l’influenza delle nazioni leader della coalizione sunnita. In questo modo Ankara potrebbe fare piazza pulita dei curdi che si trovano in territorio siriano e nello stesso tempo i due Paesi sponsor dell’Islam radicale potrebbero dare una via d’uscita all’Isis. Resterebbe il problema dei gruppi legati ad Al Qaeda Jabhat al Nusra che sono concentrati per lo più intorno a Damasco e qui, secondo il piano di Ankara e Riad, verrebbe lasciata una porzione di territorio alla Russia che avrebbe il compito di eliminare i qaedisti.

Lo scenario ricorda molto gli eventi avvenuti nella seconda guerra mondiale. Le trattative di Monaco praticamente senza risultati, così come nel 1938, e poi una guerra totale con una forte coalizione contro Assad e alla fine lo smembramento del Paese. Ipotesi che vede il sostegno degli Stati Uniti che però allo stesso tempo appoggiano i curdi, finora unici oppositori concreti sul terreno contro il Califfato. Ma questo contrasta con i progetti di Erdogan che vuole approfittare del conflitto siriano per spazzare via le formazioni armate curde. Le stesse che Italia e Germania stanno addestrando e armando. Il controllo della Siria da parte di Turchia e Arabia saudita rappresenta un rischio anche per la comunità cristiana che così verrebbe ancor più perseguitata, visto l’atteggiamento di quelle nazioni verso i cristiani. Da tempo infatti in Turchia si assiste a un’aumentata limitazione della libertà religiosa. In Arabia questa è assente e qualsiasi professione di fede diversa dall’Islam è perseguitata e punita con la morte.

Contro questo piano è in campo la Russia e l’Iran che sostengono Assad e combattono l’Isis con particolare efficacia. Negli ultimi giorni in Siria è arrivato un corpo di spedizione di Teheran forte di 2.000 uomini, a questi si sono aggiunti formazioni scelte, Hezbllah e forze speciali russe. Il sostegno di queste truppe all’esercito siriano lealista ha consentito la riconquista di territorio sia a Homs che ad Aleppo. Il rafforzamento del potere di Assad preoccupa Turchia e Arabia che vedrebbero anche un aumento dell’egemonia iraniana e sciita in Medio Oriente. Non solo. Le vittorie dei curdi contro l’Isis in Iraq e nel nord della Siria hanno messo in agitazione Ankara. In questo quadro dove alleanze e nemici si intrecciano e si confondono l’Europa e la Nato sono spettatori muti, indecisi tra il sostegno all’alleato Nato turco e le ragioni politiche e di opportunità. Un’assenza sul piano decisionale che rischia di lasciare spazio al progetto di radicalizzazione dello scenario futuro con una Siria divisa e desertificata dai cristiani e curdi.

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