La solidità della Piattaforma di Pechino

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Se valorizzare le donne e il loro lavoro significa guardare allo sviluppo e al futuro non solo del Paese ma anche del sindacato, spetta allora alle donne della Cisl continuare con rinnovato impegno a promuovere dentro e fuori l’Organizzazione la cultura della parità tra i sessi e fare mainstreaming ed empowerment, i principi-pilastro della “Piattaforma di Pechino” ancora validissimi a distanza di oltre vent’anni dalla loro emanazione.  Per questo si è riunito a Roma  il gruppo di direzione del Coordinamento nazionale donne, per tracciare il percorso targato 2016 in cui incanalare le proprie azioni per dare gambe e corpo a quanto deciso sul tema a Riccione.

Un programma di attività ben nutrito, che sarà sottoposto e condiviso dal Coordinamento allargato, a partire dal sostegno all’accesso e alla permanenza delle donne nel mercato del lavoro, affronti tutte le problematiche femminili e le questioni legate alla rappresentanza e alla partecipazione attiva delle donne, a tutti i livelli, compresi quelli apicali. Si tratta, ancora una volta, di capitalizzare il valore aggiunto della cultura femminile quale veicolo d’innovazione nei rapporti sociali e nei modelli di comportamento e contro ogni forma di discriminazione e violenza.

Parte della discussione è stata dedicata ai fatti di capodanno avvenuti a Colonia, su cui il Coordinamento ha espresso unanime condanna, e sull’importanza della sfida culturale da affrontare insieme alle donne immigrate per costruire una società fondata sul rispetto reciproco e della dignità di ogni persona. Diverse le proposte sul tappeto su cui intende concentrarsi l’opera del Coordinamento nell’immediato, proposte aperte ovviamente al contributo di tutti i coordinamenti presenti sul territorio. Dobbiamo adoperarci, in primis, per implementare l’ingresso e la permanenza delle donne ai diversi livelli dell’Organizzazione secondo le “quote” decise in sede di Assemblea Organizzativa e in via di definizione per l’inserimento nello Statuto della Cisl.

Dobbiamo puntare, inoltre, alla mappatura delle donne dirigenti e alla ricognizione delle connesse agibilità sindacali per una loro effettiva operatività. Dobbiamo vigilare affinché siano concretamente attuate le disposizioni contenute nel Codice Etico, adottato dalla Confederazione e improntato alla correttezza e alla trasparenza dei comportamenti, nonché alla promozione del protagonismo femminile anche attraverso una maggiore sensibilità verso forme di lavoro compatibili con i tempi di vita. Un punto su cui il Coordinamento è tornato con decisione è la formazione di sindacaliste e sindacalisti, in particolare quella delle giovani donne RSU/RSA da inserire all’interno dei percorsi formativi, in special modo nella formazione sulla contrattazione collettiva, di primo e secondo livello, al fine di rafforzare e qualificare la loro presenza ai tavoli contrattuali per una maggiore attenzione alle politiche family friendly e ai temi delle pari opportunità.

A tale riguardo si è convenuto sulla necessità di un momento formativo specifico per riflettere e definire priorità tematiche e scelte strategiche future. Dobbiamo favorire, altresì, la creazione di un nuovo modello di comunicazione – brand delle donne – che punti innanzitutto a privilegiare l’attenzione al linguaggio secondo gli orientamenti dell’Unione Europea. Si è discusso, infine, di alcune iniziative in fase di programmazione tra cui la collaborazione al Progetto di costituzione di un “Archivio storico delle donne Cisl”, le celebrazioni per la Giornata Internazionale dell’8 Marzo, un seminario – insieme al Dipartimento confederale Politiche dell’Industria e Artigianato, dell’Ambiente della Sicurezza, dei Fondi comunitari e del Mezzogiorno –  sull’Accordo Quadro europeo sulla violenza nei luoghi di lavoro recepito di recente da Cgil Cisl Uil e Confindustria, e un convegno sul problema della natalità in Italia. Il lavoro e le idee non mancano. Sono sicura che con il contributo di tutte otterremo buoni risultati.

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