DRAGHI AL PARLAMENTO EUROPEO: “NESSUN TRATTAMENTO DI FAVORE ALLE BANCHE ITALIANE”

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La Banca Centrale Europea “è pronta a fare la sua parte” per rafforzare l’Eurozona. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Bce Mario Draghi in un’audizione al Comitato Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo. E, come già annunciato nel mese di gennaio, molto probabilmente a marzo “il consiglio direttivo riesaminerà e forse rivedrà al propria politica monetaria. L’esame che metterà in atto l’Eurotower, ha spiegato Draghi, verterà sull’incidenza dei bassi prezzi petroliferi e retribuzioni – e quindi sull’inflazione – e sulla trasmissione delle scelte monetarie della Bce al sistema finanziario, con particolare attenzione alle banche. “Se uno o entrambi questi fattori ponessero rischi alla stabilità dei prezzi – ha continuato – non esiteremo ad agire”.

“Il calo delle quotazioni delle banche è stato amplificato dalla percezione che queste potrebbero dover fare di più per adeguare i loro modelli di business a un contesto di tassi di interesse più basso – ha riconosciuto il numero uno dell’Eurotower -, a una crescita più bassa e al quadro normativo rafforzato messo in atto dopo la crisi”. Ma, “bisogna riconoscer che la revisione delle normative dopo lo scoppio della crisi ha posto le basi per rafforzare in modo duraturo la resilienza non solo delle singole istituzioni, ma anche del sistema finanziario nel suo complesso – ha aggiunto Draghi -. Le banche hanno riserve di capitali maggiori e di migliore qualità, hanno ridotto la leva finanziaria e migliorato i loro profitti di finanziamento”.

“Non c’è nessun negoziato con l’Italia sull’acquisto di sofferenze (delle banche italiane, ndr), non compriamo assolutamente niente”, è quanto ha risposto Mario Draghi ad un intervento polemico dell’eurodeputato vallone Sanders Loones. “Non so da dove prenda questa storiella”, ha continuato il presidente della Bce sottolineando che sono in corso valutazioni che serviranno per verificare se le “sofferenze in Abs potrebbero essere accettate come collaterali, il che è diverso da acquistarle”.

Inoltre il presidente della Bce, ha sottolineato come non ci sia stato nessun trattamento di favore per gli istituti di credito italiani sui requisiti di capitale. Draghi ha ricordato che il “Single supervisory mechanism” (o Ssm), è nato proprio con lo scopo di di controllare che “la supervisione sia applicata in modo coerente in tutta la zona euro”.

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