DAMASCO ACCUSA: TRUPPE TURCHE OLTRECONFINE. MA ANKARA SMENTISCE Proseguono le azioni della Turchia contro i combattenti curdi in Siria. Chiesto l'intervento delle Nazioni Unite

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soldati turchi

La Turchia continua a bombardare le posizioni curde in Siria e, nonostante gli appelli internazionali a cessare gli attacchi, ha fatto sapere che non rinuncerà all’offensiva contro le milizie curde oltre il confine.

L’artiglieria ha martellato anche ieri le posizioni delle Unità di protezione del Popolo (Ypg), le milizie del Partito dell’Unione democratica (Pyd), invocando il diritto di rispondere ai tiri in provenienza dalla Siria. Sono state prese di mira le posizioni curde nei dintorni di Azaz, la città in provincia di Aleppo.

Il governo di Damasco ha condannato “i ripetuti attacchi da parte della Turchia” contro “l’integrità territoriale siriana” e ha chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu “di porre fine ai crimini del regime turco”. Nelle ultime ore ha poi denunciato lo sconfinamento di truppe turche, prontamente smentito da Ankara. “Non c’è l’idea di inviare soldati turchi nel territorio della Siria”, ha detto il ministro della Difesa, Ismet Yilmaz.

Gli Usa già sabato hanno esortato l’alleato turco a interrompere gli attacchi contro le forze curde e anche contro i governativi nel Nord del Paese stremato dalla guerra. La Francia ha a sua volta lanciato un appello in tal senso.

Ma il premier turco Ahmet Davutoglu ha replicato che Ankara “non permetterà al Pyd di condurre azioni aggressive” ai danni della Turchia, che considera le milizie curde siriane una “organizzazione terroristica” alla stregua del Parito dei Lavoratori del Kurdistan, il Pkk. Il timore delle autorità turche è che i curdi siriani espandano il loro controllo alla quasi totalità della zona frontaliera, raffrorzando la posizione curda a ridosso dei suoi confini.

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