DDL CIRINNA’, IL PD PENSA AL CANGURO. ALTOLA’ DI FI: “NIENTE TRUCCHETTI”

1557
cirinnà

Inizia una settimana decisiva per il ddl Cirinnà che vede avvicinarsi il voto finale del Senato. Le polemiche, dopo le parole del card. Angelo Bagnasco, che ha invocato lo scrutinio segreto, non accennano a placarsi. Nella maggioranza la frattura è sempre più evidente: Matteo Renzi ha rotto gli indugi e, dopo aver ribadito che le modalità di deliberazione vengono scelte dal Parlamento e non dalla Cei, ha blindato il testo nella sua forma attuale, comprese l’equiparazione di fatto tra famiglia tradizionale e unioni omosessuali e la stepchild adoption. Su quest’ultimo punto è intervenuto il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore. “L’errore più grande che si possa fare è sovrapporre la legge Cirinnà con il problema dell’utero in affitto – ha detto in un’intervista al Corriere della Sera, Gennaro Migliore, – la pratica del cosiddetto utero in affitto viene svolta al 95 per cento da coppie eterosessuali. Quindi è giusto regolamentarla bene, ma in una legge diversa da questa. La stepchild adoption è un’altra cosa. È una legge che ha come interesse superiore e primario quello del bambino”. Ma le preoccupazioni nei confronti di una norma facilmente aggirabile restano. Le ha espresse Maurizio Gasparri ribadendo la posizione di Forza Italia sul tema. “Sì alla regolamentazione di diritti per le persone omosessuali, no ad adozioni, equiparazioni matrimonio-unioni, rafforzamento delle norme contro l’utero in affitto. Su questa base si potrebbe andare avanti con un confronto ragionevole. La scelta più saggia sarebbe quella dello stralcio delle norme sulle adozioni”.

Peraltro, secondo il senatore azzurro, “casi limite possono essere già affrontati dalla legge vigente in materia di adozioni speciali. In ogni caso abbiamo presentato un limitato numero di emendamenti perché vogliamo un confronto di merito che non impedisca, ad esempio, a larghi settori del Pd di esprimersi liberamente. Giusto evitare l’ostruzionismo e quindi rinnoviamo l’appello per ritirare migliaia di emendamenti che finirebbero col giustificare atti di prepotenza del Pd che avvelenerebbero l’aria”.

Il pericolo maggiore, per il dibattito democratico,  è rappresentato dal possibile “canguro”, cioè dal raggruppamento degli emendamenti simili in un unico blocco da votare in una volta sola. Ma per Gasparri “il Pd deve rinunciare a trucchetti procedurali perché la questione dei diritti non può essere risolta a colpi di canguro. Confrontiamoci quindi su poche centinaia di emendamenti. È questo ciò che chiediamo alla vigilia di una settimana che ci vedrà impegnati in decisioni serie e responsabili su una delicatissima materia”.

 

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS