POLPI, BRUCHI E MEDUSE: IN ITALIA SI SPERIMENTANO I ROBOT “SOFFICI” I nuovi automi saranno in grado di maneggiare oggetti molto fragili grazie a sensori elastici e faciliteranno la vita dell'uomo

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Addio robot rigidi. Chi ha detto che la tecnologia deve essere per forza dura e inflessibile? In Italia si sta facendo strada un nuovo tipo di robotica, quella soffice. Si tratta di una disciplina a metà tra l’ingegneria, la fisica, la chimica, la biologia e la medicina. Sono stati già creati polpi, bruchi, pesci e meduse che rispetto ai loro colleghi rigidi e metallici potrebbero essere molto più utili all’uomo e alle sue esigenze.

All’Istituto di Bio Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa stanno sperimentando da anni nuovi materiali e nuove forme per creare automi in grado di interagire con più facilità con gli umani. Uno dei primi settori di sviluppo è la medicina: è stato costruito un endoscopio molto più morbido e flessibile del solito per effettuare endoscopie sempre meno invasive e sono state addirittura progettate le prime corde vocali artificiali. “Stiamo lavorando a simulatori del corpo umano, che mimano la funzione di organi” fa sapere Cecilia Laschi, coordinatrice del programma europeo RoboSoft. L’obiettivo non è creare delle protesi, ma veri e propri prototipi che possano essere utilizzati per esperimenti e studi delle malattie.

Oltre alla medicina, c’è chi scommette che questi robot soffici possano diventare degli ottimi aiutanti per l’uomo. In America, per esempio, sono state costruite delle dita robotiche così soffici e delicate da poter afferrare un pomodoro senza rovinarlo. Tutto questo è stato reso possibile grazie a particolari sensori elastici che, se utilizzati in altri contesti, potrebbero aprire le porte a nuove prospettive, come i “tessuti intelligenti” per l’elettronica indossabile.

“Cerchiamo di applicare i principi della robotica soffice per realizzare robot al servizio dell’uomo– ha affermato Laschi – immagino robot costruiti con parti morbide, più simili agli animali e agli esseri umani, in una convergenza tra la robotica tradizionale e basata su componenti rigide e l’uso di materiali soft”.

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