SISMA A TAIWAN, SALGONO A 114 I CORPI RECUPERATI TRA LE MACERIE Indagati tre costruttori del complesso crollato durante il terremoto della settimana scorsa

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Sono saliti a 114 i morti provocati dal crollo di un edificio di 17 piani sbriciolatosi in seguito al sisma di magnitudo 6,4 gradi della scala Richter che ha colpito Taiwan la settimana scorsa. A darne notizia sono state le autorità locali, precisando che la maggior parte delle vittime accertate si trovava all’interno del Weiguan Jinlong, il complesso residenziale che si trova nella città meridionale di Tainan. I soccorritori hanno recuperato le salme estraendole dalle macerie del palazzo, ma ci sono ancora 3 inquilini – al momento dichiarati “dispersi” – che non hanno risposto all’appello. I feriti, secondo l’ultimo bilancio, sono 550 e tra questi circa 280 sono stati estratti proprio dalle macerie dell’edificio, l’unico della zona a crollare completamente a causa del sisma.

I soccorritori hanno completato solo ieri l’opera di rimozione delle macerie della parte alta dell’edificio e stanno scavando dove non erano ancora riusciti ad arrivare. Tre ex alti dirigenti dell’impresa che avevano costruito il complesso sono stati arrestati ieri perché sospettati di non aver rispettato gli standard di sicurezza nei lavori di costruzione terminati nel 1994. A insospettire gli inquirenti la constatazione che, nonostante la forza distruttiva del terremoto, gli altri palazzi intorno all’area crollata non abbiano subito danni consistenti. L’isola di Taiwan, comunemente nota con il nome di Formosa, è situata su una zona fortemente sismica del mar cinese meridionale, nei pressi di una faglia del Pacifico. Per questo motivo i terremoti sono fenomeni frequenti e la normativa edilizia locale obbliga i costruttori a utilizzare materiali antisismici da diversi anni.

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