L’ABBRACCIO “DI FAMIGLIA” TRA FRANCESCO E KIRILL

924
paglia hilarion

Il Papa è arrivato in Messico, ieri sera, con un volo di linea Alitalia. Ha viaggiato da cittadino comune, del mondo e del popolo di Dio, com’è nel suo stile pontificale di autentica testimonianza evangelica. “Il potere è servizio”, lo ha detto più volte. Siamo sulla Terra per servire, l’Amore misericordioso del Padre. Rientrerà dal viaggio apostolico giovedi 18 febbraio. Durante lo scalo a Cuba, ieri pomeriggio, ha incontrato privatamente il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Sua Santità Kirill.

È la prima volta nella storia che il Capo della Chiesa Cattolica Romana incontra il Capo della Chiesa Ortodossa Russa. L’annuncio è stato dato “con gioia” il 5 febbraio scorso, in un comunicato congiunto della Santa Sede e del Patriarcato di Mosca, che invitava tutti i cristiani a “pregare con fervore, affinché possa dare buoni frutti”.

L’incontro era nell’aria da quasi tre anni, come conferma un’intervista pubblicata sul sito web del Pontificio Consiglio per la Famiglia, con il titolo “Cristiani in difesa della famiglia”, nel novembre 2013, in occasione del Convegno promosso dal Dicastero vaticano guidato da monsignor Vincenzo Paglia sul tema “Cattolici e ortodossi, insieme per la famiglia”. Nell’occasione, il Metropolita Hilarion aveva incontrato Papa Francesco e aveva parlato con lui della condizione dei cristiani perseguitato in Medio Oriente e della necessità di “lavorare insieme sulle questioni etiche e sociali della pastorale cristiana”, tra le quali, appunto, la famiglia, definita come “la questione urgente” per le Chiese cristiane. A conclusione di quel Convegno, in un comunicato congiunto, la Santa Sede e la Chiesa Ortodossa Russa dichiaravano che “la famiglia, oggi, non è più negata, ma posta accanto a nuove forme di esperienza relazionale che sono solo apparentemente compatibili, ma in verità la scardinano e la distruggono”. Parole quantomai attuali in questo momento difficile della vita civile ed ecclesiale italiana, nel quale è in discussione il disegno di legge Cirinnà sulle Unioni Civili, che, introducendo un “matrimonio fotocopia” per le copie omosessuali, porta un attacco violentissimo alla famiglia naturale, “cellula base della società” e, come l’ha definita Papa Giovanni Paolo II, per i cristiani, “piccola chiesa domestica”.

In questo contesto, l’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill, pur lasciato ai margini della comunicazione mediatica, assume invece una rilevanza centrale, per la vita delle Chiese cristiane e delle società a maggioranza cristiana. Proprio il tema della difesa della famiglia, infatti, è tra i motivi principali dello storico abbraccio della Chiesa Cattolica con la Chiesa Ortodossa. Un importante significato lo ha anche per quanto riguarda la soluzione ad alcuni “nodi” pastorali irrisolti, discussi nel Sinodo Straordinario dei Vescovi sulla famiglia. Per esempio, la questione dei divorziati risposati. Il Metropolita Hilarion ha partecipato come osservatore alla Sessione Plenaria dell’Assemblea generale del Sinodo, lo scorso ottobre. Non è irrilevante. Papa Bergoglio, infatti, non ha mai fatto misetro di guardare con interesse e anche con favore alla prassi ortodossa del matrimonio cosiddetto “misericordioso”. E non è un caso che quest’incontro avvenga proprio nei primi mesi dell’Anno straordinario della Misericordia.

Per la Chiesa Ortodossa, come per la Chiesa Cattolica Romana, il matrimonio è uno, tra un uomo e una donna, fedele per tutta la vita e aperto alla procreatività. Per gli ortodossi, però ci sono alcune circostanze che determinano la fine di un matrimonio, oltre a quella della morte di uno dei due coniugi: l’infedeltà, la violenza domestica, l’impossibilità di convivere, perché uno dei coniugi si droga, o è alcolizzato, per esempio. In questi casi, la Chiesa Ortodossa prevede un “permesso” a contrarre nuove nozze per la parte lesa, per chi sia la vittima, insomma, secondo una prassi che viene definita “economica”, cioè, di giustizia, di ristabilimento dell’equilibrio. E la misericordia è la massima giustizia, il perfezionamento della giustizia nell’amore. Il sacramento non è un privilegio, l’Eucaristia non è dono per gli eletti, Papa Francesco lo ha detto più volte. Quindi, la prassi ortodossa è più coerente con il dettato evangelico della misericordia rispetto alla soluzione di “facilitare” il riconoscimento di nullità anche di matrimoni che erano in verità validi al momento in cui sono stati celebrati e per i quali, insomma, la nullità è posteriore, successiva, e quindi, sotto il profilo giuridico, si presenta piuttosto come annullabilità.

Questo abbraccio “di famiglia” cristiana all’Havana lascia ben sperare, dunque, per i frutti di misericordia pastorale su questo tema come per altri sui cui valori cattolici e ortodossi sono davvero fratelli e alleati, come la difesa della dignità della persona umana dal concepimento alla morte naturale, l’alleanza inter-generazionale. Temi sui quali il Pontificio Consiglio per la Famiglia ha attivato da tempo un fruttuosissimo dialogo con la Chiesa Ortodossa Russa.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY