ESECUZIONE CHOC DELL’ISIS: “JIHADI JUNIOR” FA ESPLODERE 3 PERSONE Il bambino è già stato protagonista di altri massacri. Le vittime erano state ammanettate dentro un autobomba

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jihadi john

Un bimbo di soli 5 anni è il protagonista dell’ultima esecuzione immortalata via youtube dallo Stato Islamico. Nel video shock, il piccolo vestito in tuta mimetica e bandana nera dell’Isis punta il dito verso un auto con dentro 3 prigionieri, ammanettati e con indosso una tuta arancione come quella dei prigionieri di Guantánamo, e annuncia: “Uccideremo quei miscredenti laggiù”. Dopo aver premuto il pulsante dei telecomando a distanza e fatto saltare la macchina, il piccolo grida: “Allahu Akbar”. Poco prima, il video aveva mostrato le “confessioni” dei tre prigionieri.

Il bimbo – già tristemente noto con il nomignolo di “Jihadi junior” – è stato indentificato con molta probabilità come essere Isa Dare, figlio di Grace Khadija Dare, inglese di origini nigeriane fuggita da Londra nel 2012 prima in Turchia poi in Siria per unirsi allo Stato Islamico insieme ad altre “spose della jihad”. A riconoscere il piccolo fu, nel gennaio scorso, il nonno materno, Henry Dare, tassista londinese: “E’ lui non c’è dubbio – aveva rivelato al quotidiano britannico Daily Telegraph – Certamente è il figlio della mia Grace”. Aveva poi aggiunto: “Spero che qualcuno stia cercando di farli tornare a casa”.

Il nuovo video del terrore è stato girato probabilmente a Raqqa, l’autoproclamata capitale del Califfato. Il piccolo Isa Dare è accompagnato da un miliziano jihadista con il volto coperto, che minaccia apertamente il premier britannico David Cameron per aver armato gli oppositori dell’Isis in Siria. “Finora, David Cameron, hai fatto solo due cose. Prima hai mandato le tue spie in Siria e poi hai autorizzato i tuoi uomini, da migliaia di chilometri, a premere un bottone e uccidere i nostri fratelli che vivono in Occidente. Quindi oggi noi uccidiamo le tue spie nello stesso modo con cui esse ti hanno aiutato a uccidere i nostri fratelli. Perciò prepara il tuo esercito e raduna il tuo popolo, perché anche noi stiamo preparando il nostro”.

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