SIRIA, TREGUA ENTRO 7 GIORNI. L’OPPOSIZIONE DICE “NO”

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Questa notte, al termine di una vera e propria maratona, a Monaco di Baviera è stato raggiunto l’accordo per un cessate il fuoco in Siria entro sette giorni per consentire l’accesso degli aiuti umanitari alla popolazione civile. L’annuncio è stato dato dal segretario di Stato americano, John Kerry, durante la conferenza stampa che si è svolta al termine della riunione del Gruppo internazionale di sostegno.

La tregua riguarderà tutte le parti “ad eccezione dei gruppi terroristi Daesh e Al Nusra”, ha precisato Kerry. “Abbiamo anche deciso di accelerare ed ampliare la fornitura di aiuti umanitari fin da adesso” a una serie di città assediate, ha aggiunto John Kerry, citando Deir Ezzor, nell’Est della SIria, dove le forze del regime sono asseditat dallo Stato islamico.

Oggi a Ginevra si riunisce un gruppo di lavoro sotto l’egida dell’Onu per dare applicazione al dossier umanitario e “farà dei rapporti settimanali”. I negoziati intersiriani, sospesi a causa dell’offensiva del regime appoggiata dall’aviazione russa, “riprenderanno appena possibile”, ha detto ancora Kerry, e lo faranno “senza ultimatum né precondizioni”, ha sottolineato Lavrov.

Il risultato del meeting di Monaco potrebbe però essere vanificato dall’opposizione siriana che ha rifiutato il cessate il fuoco. Riad Hijab, presidente dell’Alto consiglio dell’opposizione siriana, la delegazione incaricata di condurre i colloqui mediati dall’Onu con il governo di Damasco, ha affermato che “nessun accordo è possibile fino a quando rimarrà i carica il presidente (Bashar) al Assad e rimarranno in Siria i Pasdaran

Ecco i tre punti principali dell’intesa:

1) La violenza in Siria deve essere “chiaramente” arginata da subito. Entro una settimana deve entrare in vigore il cessate il fuoco. Questo concetto viene però interpretato in modo prudente e non significa che le armi debbano assolutamente tacere per sempre. L’opposizione siriana infatti accetterebbe una vera e propria tregua solo se Assad lasciasse il potere. Inoltre, la lotta contro i due gruppi terroristici dello Stato islamico e di Al Nusra (legato ad Al Qaida) non rientrano nel cessate il fuoco.
Lavrov ha specificato che “le nostre forze aeree continueranno il lavoro contro queste organizzazioni”. L’osservanza del cessate il fuoco sarà verificata da un gruppo di lavoro sotto la guida di Usa e Russia.

2) Gli aiuti umanitari per le zone assediate dovranno essere immediatamente consentiti. Nella dichiarazione di Monaco si elencano esplicitamente i luoghi verso i quali i convogli umanitari saranno autorizzati.

3) La “transizione politica” e il processo per la formazione di un governo di transizione devono essere ripresi il prima possibile, come stabilito dalla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza dell’Onu. I 17 membri dell’Issg hanno riaffermato che “sarà il popolo siriano a decidere il futuro della Siria” e si impegnano a facilitare il raggiungimento di un accordo entro sei mesi per un governo di transizione e a tenere nuove elezioni entro 18 mesi. Sull’obiettivo finale di questo processo però non vi è ancora un accordo. L’Occidente vuole vedere l’uscita di scena di Bashar al Assad, la Russia resta al suo fianco.

 

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