UNIONI CIVILI, SCONTRO BAGNASCO-GOVERNO SUL VOTO SEGRETO

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renzi bagnasco

Tornano ad alzarsi i toni del dibattito sulle unioni civili dopo le parole del card. Angelo Bagnasco che ha invocato lo scrutinio segreto per le votazioni in Senato. “Ci auguriamo tutti – ha detto il presidente della Cei – che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi e vedere considerate le loro obiezioni e che la libertà di coscienza di ciascuno su temi così delicati e fondamentali per la vita della società e delle persone sia non solo rispettata ma anche promossa con con una votazione a scrutinio segreto”.

Pronta è arrivata la replica da parte del governo. “La serenità di giudizio del presidente del Senato – ha replicato il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore – non può essere messa in discussione da nessuno e quindi il governo si rimetterà non solo nel merito ma anche nel metodo alle decisioni che verranno prese nell’aula del Senato. Non intendo rispondere a chi, da qualunque parte, ritiene di esprimere un’opinione. Noi ci sentiamo garantiti dall’istituzione parlamentare e dai suoi rappresentanti più alti”.

“Il voto segreto lo decide il Parlamento – è stato il commento di Matteo Renzi a Radio Anch’io- e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei”. Il premier ha poi aggiunto: “mi piacerebbe molto di più l’idea che un parlamentare risponda del voto che dà e lo spiega. Dopodichè il regolamento del Parlamento prevede il voto segreto e se ci saranno le condizioni Grasso e non la Cei deciderà”.

Ma tra i dem c’è anche chi difende il capo dei vescovi italiani: “Basta con le contrapposizioni, la Chiesa e il cardinale Bagnasco – ha detto il deputato Pd Edoardo Patriarca – hanno il diritto di esprimere la propria posizione. Il confronto nasce solo se ognuno può esprimere la propria opinione, solo così avremo leggi che non provocano strappi”. Uno dei quattro vicepresidenti del Senato, il leghista Roberto Calderoli, si è augurato che “Grasso rifletta bene sulle parole del cardinale Bagnasco e, se ciò non bastasse, spero che sia lo stesso Bagnasco a scrivere una lettera al presidente Grasso sui voti segreti. E Grasso ricordi che il suo comportamento in Senato oggi lo controlla o lo giudica Renzi, ma poi un giorno ci sarà un altro Giudizio, con la G maiuscola, e lì, in quell’occasione, il giudizio di Renzi non conterà nulla se non come aggravante”.

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