VIRUS ZIKA, LE PRIME VITTIME IN VENEZUELA: “MORTI PER COMPLICAZIONI” Maduro ha aggiunto che 68 persone sono state ricoverate in ospedale nel Paese sudamericano con complicazioni correlate all'infezione

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Il Venezuela annuncia le prime vittime legate al virus Zika, malattia mortale trasmessa dalla puntura della zanzara Aedes aegypti e della zanzara Tigre. Il presidente Nicolas Maduro ha detto ieri sera che almeno tre persone sono morte a causa di complicazioni per il virus isolato per la prima volta in un primate nel 1947 nella Foresta Zika, in Uganda. Maduro ha aggiunto che 68 persone sono state ricoverate in ospedale nel Paese sudamericano con complicazioni correlate a Zika. In Venezuela sono stati registrati oltre 5.000 casi sospetti dal novembre dello scorso anno, ma secondo le organizzazioni sanitarie locali il numero reale è probabilmente molto più alto. Il Venezuela è infatti uno degli stati sudamericani maggiormente colpiti dall’infezione virale – trasmissibile anche attraverso i rapporti sessuali – dopo il Brasile e l’Argentina.

Intanto l’Australia annuncia il secondo caso di infezione di una donna incinta in una settimana. “Alla donna dello Stato di Victoria è stato diagnosticato Zika dopo il ritorno da un Paese in cui il virus portato dalle zanzare è prevalente”, spiega il ministero locale della Sanità senza aggiungere altri dettagli. Secondo gli esperti, il rischio di diffusione di Zika in Australia è estremamente basso: il tipo di zanzara portatrice vive solo in un angolo remoto del nordest del Paese, scarsamente popolato. Zika è molto pericoloso per le donne in dolce attesa perché può provocare gravi malformazioni nel feto, soprattutto a livello celebrale, e l’aborto spontaneo.

In Italia i casi di infezione sarebbero nove, tutti “importati” da persone arrivate da viaggi nelle zone a rischio e tutti guariti. L’ultima è una persona di ritorno da un viaggio nella Repubblica Dominicana, curata all’ospedale civile di Venezia. Le sue condizioni ora sono buone. E a Roma è stata ricoverata un’altra persona all’Istituto Spallanzani, la struttura che ha già gestito la pericolosa epidemia di Ebola curando i due italiani colpiti. Anche in questo caso, l’uomo è guarito senza riportare complicazioni.

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