MESSICO, RIVOLTA NELLA PRIGIONE DI MONTERREY: “ALMENO 50 MORTI” Il quotidiano Reforma on-line parla di "50 morti e 70 feriti", mentre secondo El Universal "ci sono più di 40 morti e almeno 50 feriti"

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Quando mancano solo poche ore all’arrivo di Papa Francesco nel Paese, il Messico è stato sconvolto da una rivolta in carcere. Un gruppo di detenuti si è impossessato del controllo di un braccio della prigione Topo Chico, a Monterrey, nello stato di Nuevo Leon ed ha appiccato un incendio per distrarre le guardie e tentare la fuga. Lo rendono noto i media locali citando fonti non ufficiali. Il quotidiano Reforma on-line parla di “50 morti e 70 feriti”, mentre secondo El Universal “ci sono più di 40 morti e almeno 50 feriti”.

Tra i morti ci sono reclusi, guardie e funzionari del carcere, precisano le fonti, sottolineando che nella notte ci sono stati degli scontri all’interno della prigione a seguito di un tentativo di fuga. Dall’esterno del carcere, dove sono giunti numerosi familiari dei reclusi, si vedono chiaramente colonne di fumo provenienti dalla prigione.

Secondo le prime ricostruzioni, verso mezzanotte un gruppo di detenuti appartenenti al gruppo criminale Los Zetas, ha preso il controllo di un’area del carcere provocando un incendio, mentre dall’esterno si sentivano delle esplosioni. In quella che è l’unica informazione ufficiale resa nota finora si sottolinea che “nel carcere di ‘Topo Chico’ la situazione è sotto controllo dalle ore 01,30”. La rivolta è iniziata all’alba in quella che è la più antica prigione dello Stato etre ore dopo, la polizia penitenziaria ha cercato di sedarla con un ingente dispiegamento di forze dell’ordine.

 

 

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