RENZI ALL’EUROPA: “DI SOLA AUSTERITY SI MUORE, STIAMO PEGGIO DI 8 ANNI FA” Il premier ha scritto al fondatore di Repubblica a Scalfari: "Gli Usa stanno meglio rispetto al 2008. Barroso ha fatto male"

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“L’austerity non basta, l’Europa sta peggio di otto anni fa”. Lo ha scritto Matteo Renzi in una lettera pubblicata in prima pagina su Repubblica in cui ha risposto al fondatore del quotidiano Eugenio Scalfari in particolare sulla proposta di un superministro delle Finanze per l’eurozona. “La questione del superministro europeo del Tesoro non è il punto centrale”, ha spiegato il presidente del Consiglio. “Oggi il problema dell’economia dell’Unione non è il superministro, ma la direzione. Perché – questa è la tesi del nostro Governo – negli ultimi anni l’Europa ha sbagliato strada. E se vogliamo bene alle istituzioni europee, dobbiamo far sentire la nostra voce: lo facciamo per l’Europa, non per l’Italia”.

Molto sinteticamente, secondo Renzi, “negli otto anni di presidenza democratica, gli Stati Uniti hanno puntato su crescita, investimenti e innovazione. L’Europa su austerity, moneta, rigore. A livello economico gli Stati Uniti stanno meglio di otto anni fa, l’Europa sta peggio di otto anni fa. Sintesi da titolo di giornale o se preferisce da tweet: Obama ha fatto bene, Barroso no. L’austerity non basta”. E del resto, ha proseguito, “i Paesi che sono cresciuti in Europa lo hanno fatto soltanto perché hanno violato in modo macroscopico le regole del deficit”. Se una cura non funziona, per il premier, “dopo otto anni si può parlare di accanimento terapeutico”.

Il premier ha sottolineato che non pone “un problema di regole”, “l’Italia rispetta le regole”. “Il problema è la politica economica di questa nostra Europa”, “di sola austerity si muore”. Renzi precisa che la “battaglia” intrapresa “in questi mesi non è funzionale al piano interno”. “Altri dicono che faccio aumentare i consensi. Non so, non mi fido dei sondaggi, sbagliano quasi sempre. Se avessi ascoltato i sondaggi, non avrei mai accettato la sfida di dare un futuro a questa legislatura, imponendo un percorso di riforme al quale non credeva più nessuno”.

L’Italia, ha aggiunto, “non fa polemiche in Europa perché ha un problema di consenso interno”. “Noi abbiamo a cuore l’Europa. Però dobbiamo cambiare anche noi italiani. Da un lato ci sono i demagoghi. Quelli che vorrebbero uscire dall’Euro, leghisti e pentastellati. Dall’altro quelli che pensano che ciò che dice Bruxelles è sempre e comunque la verità, a prescindere. E che il nostro compito sia solo obbedire alle decisioni prese altrove. Sbagliano, gli uni e gli altri. Noi italiani dobbiamo avere consapevolezza che l’Europa è la nostra radice, il nostro futuro. E che se l’Italia non fa sentire la propria voce, questo è un male per tutti”.

 

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