TENNIS, SCANDALO SCOMMESSE: SOSPESI 4 ARBITRI Le indagini del quotidiano The Guardian hanno portato alla luce una serie di irregolarità nel sistema di punteggio

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Continua lo scandalo scommesse che ha colpito il mondo del tennis. Sono quattro, infatti, gli arbitri sospesi dalla Federazione internazionale, mentre altri due giudici di gara sono stati squalificati. Le sanzioni sono scattate a seguito di un’inchiesta partita dall’emittente televisiva Bbc che aveva portato alla luce una serie di irregolarità nel sistema di punteggio.

Ora, un nuovo reportage del quotidiano inglese The Guardian ha evidenziato ulteriori anomalie, riportando l’attenzione sullo scandalo del match-fixing. In particolare, il quotidiano britannico sostiene che la stessa Federazione internazionale fosse a conoscenza delle irregolarità nel sistema di punteggio e accusa i suoi dirigenti di aver cercato di nascondere la situazione per non creare clamore. In effetti, secondo le fonti del The Guardian, un arbitro kazako, Kirill Parfenov, sarebbe stato espulso già un anno fa per aver cercato di truccare il risultato di una partita, ma la Federazione non avrebbe reso pubblica la notizia, informando solo le persone strettamente necessarie.

Gli arbitri coinvolti nell’indagine sono accusati di aver deliberatamente ritardato l’aggiornamento dei punteggi per più di 60 secondi, permettendo in questo modo agli scommettitori di sapere in anticipo su cosa puntare i soldi. In alcuni casi i giudici di gara avrebbero addirittura inviato degli sms ai giocatori d’azzardo prima di aggiornare i punteggi dai loro tablet.

Le truffe sui punteggi sarebbero tutte avvenute nei tornei Futures dell’ Europa dell’est, eventi dove c’è poca copertura televisiva e altrettanta scarsa sicurezza e dove i giudici di gara, spesso volontari o comunque mal pagati, sono più propensi ad accettare tangenti.

Nel frattempo, la Federazione internazionale ha rilasciato una dichiarazione ufficiale nella quale ha precisato di non voler in alcun modo commentare o fornire altri dettagli, essendo le indagini ancora in corso di svolgimento. “Per assicurare che non ci siano pregiudizi nelle future udienze non possiamo rivelare la natura o i dettagli delle indagini, – è scritto nel comunicato – in caso un giudice fosse dichiarato colpevole, la notizia sarà annunciata pubblicamente.”

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