MESSA DELLE CENERI, BERGOGLIO: “DIO VINCE IL PECCATO E CI RIALZA DALLE MISERIE” Il Papa celebra la funzione che apre la Quaresima: "Riconosciamoci bisognosi di misericordia"

851
messa ceneri papa francesco

In una basilica di San Pietro gremita di fedeli, provenienti da ogni dove, Papa Francesco presiede la messa con il rito d’imposizione delle ceneri, celebrazione che inaugura il cammino penitenziale della Quaresima. La riflessione di Bergoglio parte, come di consuetudine, dalle letture della liturgia odierna: “La Parola di Dio, all’inizio del cammino quaresimale, rivolge alla Chiesa e a ciascuno di noi due inviti”.

Il primo ci arriva dalla seconda Lettera ai Corinzi di San Paolo: “Lasciatevi riconciliare con Dio (2Cor 5,20)”. Questo non è un buon consiglio, né un suggerimento, ma “è una vera e propria supplica a nome di Cristo: ‘Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio’ (si legge più avanti). Perché un appello così solenne e accorato? Perché Cristo sa quanto siamo fragili e peccatori, conosce la debolezza del nostro cuore; lo vede ferito dal male che abbiamo commesso e subito; sa quanto bisogno abbiamo di perdono, sa che ci occorre sentirci amati per compiere il bene. Da soli non siamo in grado: per questo l’Apostolo non ci dice di fare qualcosa, ma di lasciarci riconciliare da Dio, di permettergli di perdonarci, con fiducia, perché ‘Dio è più grande del nostro cuore’ (1Gv 3,20). Egli vince il peccato e ci rialza dalle miserie, se gliele affidiamo”.

Spetta quindi a noi riconoscerci “bisognosi di misericordia: è il primo passo del cammino cristiano; si tratta di entrare attraverso la porta aperta che è Cristo, dove ci aspetta Lui stesso, il Salvatore, e ci offre una vita nuova e gioiosa”. Tuttavia, Francesco riconosce che “ci possono essere alcuni ostacoli, che chiudono le porte del cuore. C’è la tentazione di blindare le porte, ossia di convivere col proprio peccato, minimizzandolo, giustificandosi sempre, pensando di non essere peggiori degli altri”. In tal modo, “si chiudono le serrature dell’anima e si rimane chiusi dentro, prigionieri del male. Un altro ostacolo è la vergogna ad aprire la porta segreta del cuore. La vergogna, in realtà, è un buon sintomo, perché indica che vogliamo staccarci dal male; tuttavia non deve mai trasformarsi in timore o paura. E c’è una terza insidia, quella di allontanarci dalla porta: succede quando ci rintaniamo nelle nostre miserie, quando rimuginiamo continuamente, collegando fra loro le cose negative, fino a inabissarci nelle cantine più buie dell’anima”.

Giunti a questo punto “diventiamo persino familiari della tristezza che non vogliamo, ci scoraggiamo e siamo più deboli di fronte alle tentazioni. Questo avviene perché rimaniamo soli con noi stessi; soltanto la grazia del Signore ci libera. Lasciamoci allora riconciliare, ascoltiamo Gesù che dice a chi è stanco e oppresso ‘venite a me’ (Mt 11,28). Non rimanere in sé stessi, ma andare da Lui! Lì ci sono ristoro e pace.”

Quindi, il Pontefice rivolge un pensiero ai Missionari della Misericordia: “In questa celebrazione sono presenti i Missionari della Misericordia, per ricevere il mandato di essere segni e strumenti del perdono di Dio. Cari fratelli, possiate aiutare ad aprire le porte dei cuori, a superare la vergogna, a non fuggire dalla luce. Che le vostre mani benedicano e risollevino i fratelli e le sorelle con paternità; che attraverso di voi lo sguardo e le mani del Padre si posino sui figli e ne curino le ferite!”.

C’è poi un secondo invito del Signore, che per mezzo del profeta Gioele dice “Ritornate a me con tutto il cuore” (2,12). La domanda sorge spontanea: perchè dovremmo ritornare? Bergoglio ha la risposta: “Perché ci siamo allontanati. È il mistero del peccato: ci siamo allontanati da Dio, dagli altri, da noi stessi. Non è difficile rendersene conto: tutti vediamo come facciamo fatica ad avere veramente fiducia in Dio, ad affidarci a Lui come Padre, senza paura; come è arduo amare gli altri, anziché pensare male di loro; come ci costa fare il nostro vero bene, mentre siamo attirati e sedotti da tante realtà materiali, che svaniscono e alla fine ci lasciano poveri. Accanto a questa storia di peccato, Gesù ha inaugurato una storia di salvezza. Il Vangelo che apre la Quaresima ci invita a esserne protagonisti, abbracciando tre rimedi, tre medicine che guariscono dal peccato (cfr Mt 6,1-6.16-18)”.

Innanzitutto la preghiera, “espressione di apertura e di fiducia nel Signore: è l’incontro personale con Lui, che accorcia le distanze create dal peccato. Pregare significa dire: ‘non sono autosufficiente, ho bisogno di Te, Tu sei la mia vita e la mia salvezza’. In secondo luogo la carità, per superare l’estraneità nei confronti degli altri. L’amore vero, infatti, non è un atto esteriore, non è dare qualcosa in modo paternalistico per acquietarsi la coscienza, ma accettare chi ha bisogno del nostro tempo, della nostra amicizia, del nostro aiuto. È vivere il servizio, vincendo la tentazione di soddisfarci”. In fine, “il digiuno, la penitenza, per liberarci dalle dipendenze nei confronti di quello che passa e allenarci a essere più sensibili e misericordiosi. È un invito alla semplicità e alla condivisione: togliere qualcosa dalla nostra tavola e dai nostri beni per ritrovare il bene vero della libertà.”

Il ritorno al Dio non può avvenire solo “con qualche atto esterno, ma dal profondo di noi stessi. Infatti Gesù ci chiama a vivere la preghiera, la carità e la penitenza con coerenza e autenticità, vincendo l’ipocrisia”. La Quaresima dev’essere un tempo di “benefica ‘potatura’ della falsità, della mondanità, dell’indifferenza”. Bisogna perdere la mentalità dell’egocentrismo. non possiamo “pensare che tutto va bene se io sto bene”. “Per capire che quello che conta non è l’approvazione – conclude Bergoglio -, la ricerca del successo o del consenso, ma la pulizia del cuore e della vita; per ritrovare l’identità cristiana, cioè l’amore che serve, non l’egoismo che si serve. Mettiamoci in cammino insieme, come Chiesa, ricevendo le Ceneri e tenendo fisso lo sguardo sul Crocifisso. Egli, amandoci, ci invita a lasciarci riconciliare con Dio e a ritornare a Lui, per ritrovare noi stessi”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS