BERGOGLIO: “LA TERRA APPARTIENE A DIO, NOI SIAMO OSPITI” Nell'Udienza nel Mercoledì delle Ceneri il Papa prosegue la sua catechesi sul Giubileo

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“Buon cammino di Quaresima!”. Con questo saluto il Papa ha iniziato l’udienza generale in Piazza San Pietro nel giorno del Mercoledì delle Ceneri. Dopo essersi inizialmente soffermato sull’antica istituzione del “giubileo”, attestata nel Levitico (‘Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. In quest’anno del giubileo ciascuno tornerà nella sua proprietà’) Bergoglio ha voluto puntualizzare che “La terra appartiene a Dio, nessuno può arrogarsene il possesso esclusivo”.

Il Giubileo costruisce una società basata sull’uguaglianza e la solidarietà perché “Con il giubileo, chi era diventato povero ritornava ad avere il necessario per vivere, e chi era diventato ricco restituiva al povero ciò che gli aveva preso. Il fine era una società basata sull’uguaglianza e la solidarietà, dove la libertà, la terra e il denaro ridiventassero un bene per tutti e non solo per alcuni come accade adesso…”. E a braccio ha proseguito: “Se non sbaglio … le cifre non sono sicure, ma l’ottanta percento delle ricchezze dell’umanità è nelle mani di meno del venti percento della gente. È un giubileo – e questo lo dico ricordando la nostra storia di salvezza – per convertirsi perché il nostro cuore divenga più grande, più generoso, più figlio di Dio, con più amore. Ma vi dico una cosa: se questo desiderio, se il giubileo non arriva alle tasche non è un vero giubileo. Avete capito? E questo è nella Bibbia, eh! Non lo inventa questo Papa: è nella Bibbia. Il fine – come ho detto – era una società basata sull’uguaglianza e la solidarietà, dove la libertà, la terra e il denaro diventavano un bene per tutti e non per alcuni”.

“Infatti il giubileo aveva la funzione di aiutare il popolo a vivere una fraternità concreta, fatta di aiuto reciproco. Possiamo dire che il giubileo biblico era un “giubileo di misericordia”, perché vissuto nella ricerca sincera del bene del fratello bisognoso”. Francesco cita anche la legge concernente le “primizie”, “cioè la prima parte del raccolto, la parte più preziosa, che doveva essere condivisa con i Leviti e gli stranieri che non possedevano campi, così che anche per loro la terra fosse fonte di nutrimento e di vita”. Attualizzando, ognuno è chiamato ad aiutare il povero con le ricchezze che possiede: “Primizie non solo dei frutti dei campi, ma di ogni altro prodotto del lavoro, degli stipendi, dei risparmi, di tante cose che si possiedono e che a volte si sprecano”.

E, ancora a braccio: “Questo succede anche oggi, eh! Nell’Elemosineria Apostolica arrivano tante lettere con un po’ di denaro, con scritto: ‘Questa è una parte del mio stipendio per aiutare gli altri’. E questo è bello; aiutare gli altri, le istituzioni di beneficenza, gli ospedali, le case di riposo e le decime; dare anche ai forestieri, quelli che sono stranieri e sono di passaggio”.

Ricollegandosi alla vita del Messia, Bergoglio ricorda che “Gesù è stato di passaggio in Egitto”. Proprio pensando a questo, la Sacra Scrittura esorta con insistenza a rispondere generosamente alle richieste di prestiti, senza fare calcoli meschini e senza pretendere interessi impossibili: ‘Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e ospite, perché possa vivere presso di te. Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fa’ vivere il tuo fratello presso di te. Non gli presterai il denaro a interesse, né gli darai il vitto ad usura’. Questo insegnamento è sempre attuale”.

Sempre a braccio, ha poi aggiunto: “Quante famiglie sono sulla strada, vittime dell’usura! Per favore preghiamo, perché in questo giubileo il Signore tolga dal cuore di tutti noi questa voglia di avere di più dell’usura. Che si ritorni ad essere generosi, grandi. Quante situazioni di usura siamo costretti a vedere e quanta sofferenza e angoscia portano alle famiglie! E tante volte, nella disperazione quanti uomini finiscono nel suicidio perché non ce la fanno e non hanno la speranza, non hanno la mano tesa che li aiuti; soltanto la mano che viene a fargli pagare gli interessi. È un grave peccato l’usura, è un peccato che grida al cospetto di Dio. Il Signore invece ha promesso la sua benedizione a chi apre la mano per dare con larghezza. Lui ti darà il doppio, forse non in soldi ma in altre cose, ma il Signore ti darà sempre il doppio”.

Quindi il Pontefice venuto “quasi dalla fine del mondo” ha concluso: “Cari fratelli e sorelle, il messaggio biblico è molto chiaro: aprirsi con coraggio alla condivisione, e questo è misericordia! E se noi vogliamo misericordia da Dio incominciamo a farla noi. È questo: incominciamo a farla noi tra concittadini, tra famiglie, tra popoli, tra continenti. Contribuire a realizzare una terra senza poveri vuol dire costruire società senza discriminazioni, basate sulla solidarietà che porta a condividere quanto si possiede, in una ripartizione delle risorse fondata sulla fratellanza e sulla giustizia. Grazie”.

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