COREA DEL NORD: TORNA IN FUNZIONE IL REATTORE PER PRODURRE PLUTONIO Lo ha riferito il direttore dell'intelligence Usa, James Clapper, in audizione al Senato statunitense

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Sale la tensione internazionale nei confronti della Corea del Nord dopo la notizia che il governo dei Kim ha riacceso il reattore nucleare a plutonio nel sito di Yongbyon atto a fornire combustibile per nuove armi nucleari. Lo ha riferito il direttore dell’intelligence Usa, James Clapper, in audizione al Senato statunitense. “Abbiamo anche valutato che la Corea del Nord abbia mantenuto operativo il reattore abbastanza a lungo in modo da poter iniziare a recuperare il plutonio dal combustibile nel giro di settimane o mesi”, ha aggiunto Clapper, sottolineando che Pyongyang si è anche impegnata nello sviluppo di un missile a lungo raggio dotato di armi nucleari al punto “da essere una minaccia diretta per gli Stati Uniti”.

La Corea del Nord aveva spento il reattore al plutonio di Yongbyon – il principale sito nucleare del Paese asiatico – nel 2007 dopo una lunga serie di negoziati internazionali. L’iniziativa venne confermata dagli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica che osservarono la fase di spegnimento iniziale del reattore della potenza di 5 MW. In cambio della fine del programma atomico – iniziato solo l’anno prima – il governo dei Kim ottenne 50mila tonnellate di petrolio dalla vicina Corea del Sud.

Nel 2013, a sorpresa, la ripresa degli esperimenti nucleari con una prima esplosione sotterranea alla quale, in questi ultimi anni, ne sono seguite altre due. Inoltre, solo pochi giorni fa, Pyongyang ha lanciato un razzo a lunga gittata che ha messo in orbita il satellite denominato Kwangmyongsong-4, il primo della storia coreana. La messa in orbita, avvenuta con successo, ha però provocato la reazione internazionale e la condanna delle Nazioni Unite poiché l’iniziativa nordcoreana ha violato le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Ieri gli Usa hanno assicurato che dispiegheranno nei tempi più brevi possibili il loro sistema antimissile Thaad in Corea del Sud, suscitando così le ire della Repubblica Popolare Cinese, e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso la sua solidarietà alla Corea del Sud e al Giappone (telefonando personalmente al presidente della Repubblica coreana Park Geun-hye e al premier giapponese Shinzo Abe) insistendo sulla necessità di una risposta internazionale “forte e compatta” a fronte delle “provocazioni” di Pyongyang. In particolare, Obama ha riferito al presidente sudcoreano che gli Stati Uniti prenderanno “tutte le misure necessarie” ad assicurare la difesa della Corea del Sud e degli altri alleati dell’area.

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