THAILANDIA, ARRESTATO IL “RE” DEI PASSAPORTI L'uomo, un iraniano, era conosciuto anche come il "dottore". Tra i suoi clienti molti siriani, iracheni e mercanti di esseri umani

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Dopo una latitanza durata almeno due anni, la polizia thailandese è riuscita a chiudere le manette ai polsi del fantomatico re dei passaporti, conosciuto anche come il “dottore”. Il suo nome è Hamid Reza Jafary, ha 48 anni ed è di nazionalità iraniana. Tra i suoi clienti molti sono siriani, iracheni, ma anche molti mercanti di esseri umani.

A dare la notizia del suo arresto è il Bangkok Post che ha raccontato che l’uomo era ricercato almeno dal 2013, ma era sempre riuscito a sfuggire alle maglie della legge. Alla fine è stato arrestato a Changchaoshao, nel distretto di Muang, nella parte meridionale del paese. Girava con un passaporto brasiliano e con il nome falso di Eliseu Moraes.

In una conferenza stampa la polizia ha spiegato che il Dottore vive in Thailandia da 25 anni e ha usato il Paese del Sudest asiatico per produrre passaporti falsi, di altissima qualità, che venivano venduti a clienti in tutto il mondo. Il prezzo andava, a seconda della qualità, da 50mila a 80mila baht (1.250-2.000 euro) l’uno. Particolarmente richiesti erano i passaporti di Paesi europei. Oltre che per lui, sono scattate le manette per cinque componenti del suo staff, tutti pachistani. Erano i mediatori che tenevano i contatti tra il Dottore e i clienti.

Nella casa del falsario sono stati trovati carta per produrre i documenti, timbri degli uffici immigrazione, visti e 173 passaporti falsi perfettamente riprodotti. Inoltre, per produrre i documenti, il Dottore aveva importato dalla Cina 34 stampanti capaci di sfornare passaporti di qualità “AAA” o “mirror grade”, cioè sostanzialmente identici agli originali. Gli acquisti avvenivano in rete, probabilmente attraverso il “deep internet”, quella parte sommersa del web nella quale è possibile comprare di tutto. Dopo il trasferimento del denaro, i passaporti falsi venivano spediti attraverso corriere internazionale. Molti dei clienti – ha spiegato il tenente generale della polizia Nathathorn Prousoontorn – sono provenienti dal Medio Oriente, dall’Iraq, dalla Siria, dall’Iran. Il sospetto è che vi siano anche trafficanti di esseri umani.

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