“MI STRESSANO”, KILLER DENUNCIA I PARENTI DELLA VITTIMA

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Una famiglia distrutta dal dolore per l’uccisione del figlio ha ricevuto una richiesta di risarcimento di 10 milioni di dollari da parte dell’uomo che ha premuto il grilletto. “Prima ti sparano, poi fanno causa per stress”, ha commentato l’avvocato della famiglia della vittima.

Il fatto è avvenuto a Chicago il 26 dicembre dello scorso anno, quando Quintonio LeGrier, un ragazzo afroamericano di 19 anni, chiama la polizia per sedare una lite familiare. A rispondere alla chiamata è un giovane poliziotto, Robert Rialmo, una famiglia di agenti della polizia alle sue spalle e un passato da militare. L’agente arriva davanti l’abitazione della famiglia LeGrier e trova in giardino Quintonio, con una mazza da baseball in mano. Il poliziotto prova a convincere il ragazzo a mettere giù il bastone, ma questo non obbedisce, anzi si avvicina sempre di più. A questo punto Rialmo spara 6 colpi per impaurire il giovane, ma lo uccide sul colpo e abbatte anche una vicina che passava per caso, proprio in quel momento.

La difesa della vittima precisa che ci sono diversi punti oscuri in questa vicenda: perché Quintonio avrebbe dovuto rappresentare una minaccia per l’agente, se era stato lui stesso a richiedere l’intervento della polizia? Rialmo, inoltre, afferma che il ragazzo gli si stava avvicinando troppo, ma i colpi sono stati sparati da almeno 9 metri di distanza.

Al di là della dinamica dell’incidente, che è ancora oggetto di indagini, Rialto ha chiesto un risarcimento perché le azioni di Quintonio lo avrebbero costretto a sparare e a uccidere accidentalmente l’innocente vicina. Questo avrebbe causato all’agente un fortissimo stress emotivo. Anche i poliziotti, quindi, “soffrono danni da stress come chiunque altro”, ha detto l’avvocato di Rialmo.

I legali della famiglia LeGrier hanno detto che la denuncia è il punto più più basso mai toccato dal dipartimento di polizia di Chicago, che si dichiara assolutamente estraneo alla richiesta di risarcimento e afferma che la città non intende in alcun modo supportare la denuncia di Rialmo.

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