MESSA CON I CAPPUCCINI, BERGOGLIO: “SIATE UOMINI DI PERDONO” Francesco celebra l'Eucarestia all'altare della Cattedra di San Pietro dinanzi alle spoglie di Padre Pio

758
  • English
bergoglio

Sono le sette del mattino quando la basilica di San Pietro inizia a riempirsi di frati cappuccini. Sono gli stessi che hanno accompagnato le relique di Padre Pio e San Leopoldo a Roma per volere di Papa Francesco. Alle sette e trenta è lo stesso Bergoglio a presiedere, all’Altare della Cattedra, la santa messa. Prendendo spunto dalle letture odierne, il Pontefice sottolinea la bellezza del perdono e l’importanza della misericordia. Nella liturgia della Parola si riscontrano “due atteggiamenti”. Grandezza davanti a Dio, “che si esprime nell’umiltà di re Salomone”, e meschinità, “che viene descritto da Gesù stesso: come facevano i dottori della legge, che tutto era preciso, lasciavano da parte la legge, per osservare le loro piccole tradizioni”.

“La tradizione vostra, dei Cappuccini – afferma il Papa -, è una tradizione di perdono”. Se tra i frati ci sono cos tanti bravi confessori “è perché si sentono peccatori. E davanti alla grandezza di Dio continuamente pregano: ‘Ascolta, Signore, e perdona’ (cfr 1 Re 8,30)”. Pregando in questa maniera sanno perdonare. Al contrario, “quando qualcuno si dimentica la necessità che ha di perdono, lentamente si dimentica di Dio”. Quando ci si allontana da Lui non ci si ricorda più di chiedere perdono, ed invetibailmente, non si sa perdonare. “L’umile, colui che si sente peccatore, è un gran perdonatore nel confessionale. L’altro, come questi dottori della legge che si sentono ‘i puri’, ‘i maestri’, sanno soltanto condannare”.

Bergoglio lancia un appello a tutti i sacerdoti: “Vi parlo come fratello”, attraverso i frati vuole raggiungere “tutti i confessori, specialmente in quest’Anno della Misericordia: il confessionale è per perdonare”. Poi, un monito: “Se tu non puoi dare l’assoluzione (faccio questa ipotesi) per favore, non ‘bastonare'”. La persona che vi trovate dinanzi “viene a cercare conforto, perdono, pace nella sua anima; che trovi un padre che l’abbracci e gli dica: ‘Dio ti vuole bene’. Mi spiace dirlo, ma quanta gente – credo che la maggioranza di noi l’abbia sentito – dice: ‘Io non vado mai a confessarmi, perché una volta mi hanno fatto queste domande”.

Tuttavia, Francesco ricorda che i cappuccini hanno ricevuto un dono speciale dal Signore: “perdonare. Io vi chiedo: non stancatevi di perdonare!”. Bergoglio ricorda di aver conosciuto un frate “di governo, che poi, finito il suo tempo come guardiano e provinciale, a 70 anni è stato inviato in un santuario a confessare”. Tutti andavano a confessarsi da lui, fuori dal confessioanle c’era molta gente che aspettava: “preti, fedeli, ricchi, poveri, tutti! Un gran perdonatore. Sempre trovava il modo di perdonare, o almeno di lasciare in pace quell’anima con un abbraccio. E una volta andai a trovarlo e mi disse: ‘Senti, tu sei vescovo e puoi dirmelo: io credo che pecco perché perdono troppo, e mi viene questo scrupolo’. ‘E perché?’. ‘Non so, ma sempre trovo come perdonare’. ‘E cosa fai, quando ti senti cosi?’. ‘Vado in cappella, davanti al tabernacolo, e dico al Signore: Scusami, Signore, perdonami, credo che oggi ho perdonato troppo. Ma sei stato Tu a darmi il cattivo esempio!’. Ecco. Siate uomini di perdono, di riconciliazione, di pace.

Il Pontefice ricorda che al mondo vi sono tanti linguaggi, oltre a quello della parola. “Se una persona si avvicina a me, al confessionale – dice Francesco -, è perché sente qualcosa che gli pesa che vuole togliersi. Forse non sa come dirlo, ma il gesto è questo. Se questa persona si avvicina è perché vorrebbe cambiare, essere un’altra persona. Non è necessario fare delle domande: ‘Ma tu…?’. Se una persona viene, è perché nella sua anima vorrebbe non farlo più. Ma tante volte non possono, perché sono condizionati dalla loro psicologia o dalla loro vita. Ad impossibilia nemo tenetur”.

Ogni confessore deve avere un “cuore largo. Il perdono è un seme, è una carezza di Dio. Abbiate fiducia nel perdono del Signore. Siate grandi perdonatori, perché chi non sa perdonare finisce come questi dottori del Vangelo, sempre ad accusare… E chi è il grande accusatore, nella Bibbia? Il diavolo! O fai l’ufficio di Gesù, che perdona dando la vita, la preghiera, tante ore lì, seduto, come quei due (indicando le teche contenenti San Leopoldo e San Pio ndr); o fai l’ufficio del diavolo che condanna, accusa. Lo dico a tutti, a tutti i sacerdoti che vanno a confessare. E se non se la sentono, che siano umili e dicano: ‘No, no, io celebro la Messa, pulisco il pavimento, faccio tutto, ma non confesso, perché non so farlo bene’. Chiedo al Signore questa grazia – conclude -, per ognuno di voi, per tutti voi, per tutti i confessori, e anche per me”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS