SPARATORIA IN UN BAR DI ISTANBUL: UN MORTO L'agenzia Anadolu, che cita testimoni, spiega che un auto è arrivata in corsa di fronte al caffè e che le persone a bordo hanno aperto il fuoco

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Si spara ancora a Istanbul, l’antica Costantinopoli, in Turchia. Un uomo è stato ucciso e un altro è stato ferito in una sparatoria avvenuta poco prima dell’alba in un locale cittadino nel quartiere periferico di Kagithane, sulla sponda europea della città. L’agenzia Anadolu, che cita testimoni, spiega che un auto è arrivata in corsa di fronte al caffè e che le persone a bordo hanno aperto il fuoco, apparentemente in modo indiscriminato, contro i clienti uccidendo un uomo di 37 anni e ferendone un altro di 58, prima di darsi alla fuga. La polizia ha isolato la zona e avviato un’indagine. E’ il terzo episodio del genere nell’ultima settimana: mercoledì scorso due persone sono rimaste ferite, di cui una gravemente, in una sparatoria avvenuta in un caffè nel quartiere di Sultanciftligi. Il giorno precedente era stato preso di mira un locale nel distretto di Eyup, dove un 26enne era stato ucciso e altre tre persone erano rimaste ferite da ignoti aggressori.

Intanto prosegue senza soste la guerra del governo di Ankara al terrorismo islamico. Fonti dell’Intelligence turca hanno fatto sapere che sono 961 i jihadisti stranieri dell’autoproclamato “Stato Islamico” arrestati nel corso del 2015 nel Paese della mezzaluna. Le fonti hanno spiegato che sono state elevate le misure di sicurezza ai confini per evitare l’arrivo di miliziani in particolare dalla Siria ed è comunque impossibile impedire totalmente l’ingresso clandestino in Turchia. I Paesi di provenienza dei terroristi sono 57, sulla base dei dati forniti a dicembre su 913 stranieri appartenenti all’Isis arrestati in Turchia in 11 mesi del 2015. Al primo posto spiccano i cinesi, con 324 cittadini fermati. Al secondo posto 99 miliziani russi seguiti da 83 palestinesi, 63 turkmeni, 57 afghani e 44 indonesiani. Sei i sudcoreani dell’Isis arrestati in Turchia, cinque gli australiani, quattro da Trinidad Tobago e due dalle Maldive. Dall’Europa si contano 19 tedeschi, 19 inglesi e 18 francesi. Due, infine, i cittadini americani oltre a un numero imprecisato di miliziani con passaporto siriano. Nessun italiano tra le fila del Califfato, almeno per ora.

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