La vera vergogna

1965
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europa

Una volta le famiglie più virtuose si vergognavano di esserlo in pubblico. Quelle che a casa riscaldavano il pane per poterlo mangiare anche quando si seccava un po’, che mettevano un filo d’acqua nelle boccette dello shampoo quando “sembrava” essere finito, che trovavano il modo di riutilizzare la pasta avanzata trasformandola in frittata il giorno successivo, quando andavano al ristorante non potevano permettersi di comportarsi allo stesso modo. E allora ecco che entrava in azione “il cane”. Con la scusa di portare gli avanzi del ristorante a casa, si chiedeva una busta e ciò che non era stato consumato finiva sulla tavola della cucina. Ma la scusa doveva essere credibile, e allora oltre alla pastasciutta e alla carne, si chiedeva al ristoratore di mettere anche le ossa… d’altronde “il cane” quelle mangia.

Il concetto di risparmio, che aveva accompagnato le famiglie nel dopoguerra, si è via via perso. Si è arrivati a gettare il cibo così come a sprecare l’acqua, lasciando rubinetti aperti per decine di minuti solo per sciacquarsi i denti, o luci accese per ore. Nessuno percepiva il doppio binario che stavamo percorrendo: lo spreco rispetto a chi quei pasti non se li può permettere e il consumo di energie che inevitabilmente hanno un costo e rischiano di esaurirsi.

Il concetto per cui la bilancia del pianeta è una sola, non lo avevamo mai considerato. Oggi dobbiamo farlo, perché l’allarme lanciato da chi studia la disponibilità di risorse globali è alto. Il consumo di 250 mila miliardi di litri d’acqua nell’utilizzo di 1,4 miliardi di ettari di terra coltivabile e l’emissione in atmosfera di 3,3 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno, non sono numeri a caso, ma dati riportati dalla Fao. Questo per ciò che concerne le risorse.

Sul fronte degli sprechi, in un anno sull’intero pianeta si sperpera cibo per 1000 miliardi di dollari (mentre oltre 900 milioni di persone soprattutto nei paesi poveri, muoiono di fame). In Italia, si contano per sprechi domestici complessivamente circa 8,4 miliardi di Euro all’anno, la media di 650 grammi di cibo a famiglia per un costo complessivo di 6,7 euro a settimana. Non si può più andare avanti così. E allora ecco alcune novità: l’obbligo per i supermercati con una superficie superiore ai 400 metri quadrati di devolvere in beneficenza alimenti invenduti, e l’istituzione della Family bag (voluta dal Ministero dell’Ambiente), per portar via dal ristorante il cibo ordinato ma non consumato. A breve diventerà un’abitudine visibile in ogni locale, e non ci sarà più il problema di vergognarsi.

D’altronde nell’enciclica “Laudato sì” Papa Francesco non è rimasto solo sulle grandi affermazione di principio, ma ha chiesto di fare il massimo per l’equilibrio ambientale mondiale anche partendo dalle piccole cose. Si parte con 100 ristoranti. E speriamo sia giunto il momento per cambiare cultura, e arrivare a vergognarsi quando si spreca, non certo perché si risparmia.

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