USA 2016, SI ALZA LA TENSIONE IN VISTA DELLE PRIMARIE

783
  • English
  • Español

L’ultimo dibattito tv prima delle primarie in New Hampshire di martedì 9 febbraio, non regala emozioni particolari. Trump, il frontrunner, sembra uscirne indenne, mentre un po’ in ombra appare quello che finora e’ stato il suo piu’ diretto avversario, il senatore ultraconservatore Ted Cruz. E non brilla neanche Marco Rubio, in ascesa nei sondaggi dopo il buon piazzamento in Iowa ma che ha forse perso l’occasione per segnare una svolta, per il salto di qualità. Attaccato duramente dagli altri, soprattutto dal governatore del New Jersey Chris Christie, secondo molti commentatori ha fatto il suo peggior dibattito da quando è inIziata la campagna elettorale.

Rubio ha passato sabato la sua serata più nera in diretta tv, attaccato da tutti i lati. Preso di mira soprattutto dalla cosiddetta ‘alleanza dei governatori”: Chris Christie, John Kasic e Jeb Bush, i tre che hanno il maggiore interesse a stroncare le velleita’ del giovane senatore della Florida. Mentre, nonostante i durissimi scambi degli ultimi giorni, non c’e’ stato l’atteso scontro Trump-Cruz, su cui Rubio contava per infilarsi come terzo incomodo.

A sferrare i colpi che più hanno stordito Rubio, rendendolo quasi incapace di reagire, il governatore del New Jersey, che ha criticato l’avversario per non avere alcuna esperienza di governo, accusandolo anche di assenteismo in Senato (“la tua non e’ leadership, e’ marinare la scuola”) e di non essere capace di andare oltre “la lezioncina di 25 righe imparata a memoria”. Il giovane senatore di origini cubane e’ andato nel pallone, richiamato anche dai moderatori perche’ su ogni cosa continuava a rispondere con ripetuti attacchi ad Obama. In questo quadro Trump ha mantenuto un basso profilo, scaldandosi solo quando Bush lo ha accusato di aver espropriato anche le vecchiette per costruire davanti a uno dei suoi casino’ di Atlantic City un parcheggio per limousine: “Stai zitto!”, ha replicato stizzito il tycoon, travolto da una bordata di ‘buuuu’ dalla platea.

Poi, parlando di lotta al terrorismo, Trump ha rilanciato la pratica del waterboarding contro i sospetti terroristi, in voga nell’era Bush. Pratica considerata da molti una forma di tortura e bandita dall’amministrazione Obama. D’accordo Ted Cruz, mentre persino Jeb Bush ha preso le distanze da metodi in voga durante la presidenza del fratello. Su una cosa i candidati repubblicani sembrano tutti d’accordo: serve un’escalation nella lotta all’Isis e gli Stati Uniti devono subito intervenire in Libia. Con i raid aerei e con truppe di terra, ponendo immediatamente fine alle incertezze dell’amministrazione Obama. Innanzitutto con i bombardamenti dal cielo – ha spiegato Bush – in concerto con gli alleati arabi ed europei”.

“Ma – ha aggiunto – la storia ci insegna che se dopo non facciamo nulla tutto finisce nel caos”. Dunque, servono anche i cosiddetti ‘boots on the ground’. Duello serrato anche in campo democratico, dove Hillary Clinton e’ tornata a respingere le accuse del ‘socialista’ Sanders che la dipinge come uno strumento in mano ai poteri forti di Wall Street: “Basta con queste calunnie”, e’ sbottata la ex first lady, che con una mossa a sorpresa ha deciso di volare a Flint, in Michigan, dove la popolazione sta vivendo da settimane un’emergenza incredibile e senza precedenti, quella dell’acqua potabile inquinata dal piombo.

Proprio a Flint il 6 marzo si svolgerà uno dei dibattiti democratici in diretta tv, grazie all’accordo raggiunto tra i due candidati. Sanders ha invece deciso di non sferrare l’affondo su Hillary per i compensi d’oro ricevuti dalle banche per i suoi discorsi. Cosi’ come aveva deciso di non attaccarla sullo scandalo delle email. Chissa’, gesti che forse preannunciano un futuro ‘ticket’.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY